Nel mondo videoludico, la sezione delle novità della categoria horror presenta molti titoli che si ispirano ai modelli cinematografici, dato che è più facile partire da qualcosa di già noto, piuttosto che inventare da zero. Per un amante del genere horror è di grande interesse, perché vedere il proprio film preferito prendere vita in un’attività interattiva, stimolante e allo stesso tempo moderatamente spaventosa, fornisce un valore aggiunto all’universo di quel film, che diventa sempre più vasto e coinvolgente. Considerando, poi, che molti di questi giochi, in realtà, sono ispirati a pellicole degli Anni ’80 o comunque del secolo scorso, tra cui la saga di Halloween, quella di Hellraiser, e quella di Saw,  si capisce come gli sviluppatori abbiamo voluto “rinfrescare” e, quindi, riproporre in chiave più moderna ciò che voleva terrorizzare i ragazzi di quel tempo. Alle nuove generazioni riproporrebbero lo stesso brivido, sfatando l’idea che i modelli siano “arcaici” e “noiosi” rispetto ai ritmi più veloci del cinema moderno.

Halloween: The Game sarà un multiplayer e consiste in un 1 contro 4 asimmetrico, in cui il giocatore potrà incarnare la famosa ombra di Haddonfield, ossia il killer Michael Myers e, quindi, dovrà eliminare tutti i gli altri giocatori per vincere, oppure potrà far parte della squadra degli umani che dovrà collaborare per sopravvivere e, così, scappare dal killer. Il gioco sarà pubblicato l’8 settembre del 2026.

SAW: Genesis sarà, a sua volta, un multiplayer asimetrico (1 contro 3), ma meno dinamico rispetto al precedente, poiché le tre vittime dovranno fuggire risolvendo enigmi e collaborando fra di loro. Non è stata indicata, però, una data di uscita del gioco, solo presentato al Summer Game Fest 2026 insieme al suo reveal trailer.

Clive Barker’s Hellraiser: Revival, a differenza degli altri, sarà un singleplayer in cui il giocatore dovrà entrare nei panni di Aidan, protagonista di una storia originale, costretto a scontrarsi con Pinhead (il Killer) e con i Cenobiti per salvare l’anima della propria amata.

Questa influenza del mondo cinematografico è sicuramente positiva per gli amanti dei film, ma per i videogiocatori esperti e, soprattutto, più critici, spesso diventa motivo di critica sugli aspetti più tecnici. Talvolta scoraggia le grandi industrie videoludiche, perché devono investire molto sulle licenze o sul progetto, con il rischio di non ottenere risultati economici adeguati. La critica degli “addetti ai lavori” si incentra spesso sul fatto che il gioco diventa troppo commerciale, quasi “plasticoso”, snaturandone la finalità principale, ossia quella di regalare all’utente un’esperienza immersiva divertente.

Per tali ragioni, ultimamente riescono a fare più successo i giochi prodotti da team ristretti e piccoli, rispetto a quelli prodotti dalla grande distribuzione. Si pensi, ad esempio, al caso di Balatro, che ha vinto il Game Award nel 2024 ed è stato prodotto da uno sviluppatore di videogiochi indipendente, un solitario che si fa chiamare LocalThunk.

Un esempio di fallimento legato alle licenze è, invece, quello del gioco relativo al film Venerdì 13 chiamato: Friday the 13th: The Game, uscito nel 2017, che ha dovuto chiudere i battenti nel 2024 a causa di una complessa battaglia legale sui diritti d’autore del franchise cinematografico. Dato che due di questi tre giochi sono multiplayer, inoltre, la situazione diventa delicata, perché i multiplayer possono naufragare facilmente se mancano, appunto, i giocatori che riempiono le partite. Perciò si deve sperare che questi giochi piacciano al pubblico e vengano giocati, altrimenti, in meno di un anno, tutto il progetto può svanire nel nulla, come spesso accade nel panorama dei multiplayer.

Marco Colombo 2M

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