Dato che spesso ci accorgiamo dell’importanza di qualcosa solo quando rischiamo di perderla, da ragazzi tendiamo a pensare che gli amici ci saranno sempre. Li vediamo ogni giorno a scuola, li frequentiamo durante i pomeriggi, condividiamo messaggi e  momenti che sembrano normali, ma che, con il tempo, ci appariranno man mano più preziosi.
Infatti, l’amicizia non è fatta solo di grandi gesti o di occasioni speciali, ma si sviluppa a partire da situazioni anche molto semplici, come una passeggiata per andare a scuola, una chiacchierata durante la ricreazione, una battuta che riesce a farci sorridere quando la giornata sembra storta. Gli amici ci accompagnano mentre cresciamo, vedono i nostri cambiamenti, le nostre paure e i nostri sogni, contribuiscono a renderci meno egoisti.
Per alcuni l’amicizia si crea già alle Scuole Medie, perché si tratta di un periodo complicato e pieno di insicurezze, ma che, con le persone giuste, passa velocemente nel modo migliore. Qualcuna di loro ha la naturale capacità di rendere tutto più leggero, con la necessaria dolcezza spontanea e con uno spirito divertente che fa sentire gli altri a proprio agio. Un’amicizia è stata davvero significativa solo se, quando si ripensa ai momenti trascorsi insieme, non vengono in mente screzi o sciocchi litigi, ma tanti piccoli ricordi di valore, anche se comuni e non legati ad imprese “straordinarie” come succede, invece, nei film, perché è dai momenti semplici che si sviluppa una parte importante della crescita.
Qualche amico, purtroppo, talvolta ci viene tolto dalle avversità della vita e la sua scomparsa lascia un dolore profondo in tutti coloro che gli volevano bene. Davanti a una perdita così grande ci si sente spesso impotenti e ci si chiede se si sarebbe potuto fare qualcosa di più. Sono domande che, probabilmente, non troveranno delle risposte complete, ma che ci permettono di capire che il valore di una persona non si misura da quanto tempo resta nella nostra vita, ma da quanto lascia dentro di noi.
Con il passare degli anni, il gruppo delle Medie di solito si disperde un po’, poiché ognuno segue la propria strada e non ci si frequenta più come prima. Eppure, nel difficile momento in cui si viene a sapere che un amico delle Medie è venuto a mancare, ci si ritrova di nuovo tutti insieme, se l’amicizia era vera e non una pellicola di facciata. Magari si ricomincia a raccontarsi episodi quasi dimenticati, o a ricordare le battute, il sorriso e le sensazioni positive che la persona perduta aveva rappresentato. In un certo senso, un evento triste può anche riuscire a riunire gli animi, non perché il dolore si possa cancellare di colpo, ma perché sottolinea quanto siano importanti i legami che costruiamo e quanto sia importante non dare mai per scontate le persone che abbiamo accanto.
Gli  amici non sono semplicemente come dei giocattoli con cui passiamo il tempo, perché la loro presenza ci cambia, ci aiuta a crescere e resta perenne nei nostri ricordi, in certi gesti che deriviamo da loro, o in certe scelte. Dovremmo capire meglio che l’amicizia è uno dei doni più preziosi che possiamo ricevere: non perché duri per sempre, ma perché ci lascia qualcosa di profondo che perdura nello spirito, al di là dei limiti della materia grezza di cui sono composti i nostri fragili corpi.

Romaysaa Sakr 2I

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