Non solo narcotraffico, ma cronaca di un’intero quartiere trasformato in laboratorio per il crack negli Anni ’80, con la complicità omertosa delle istituzioni. 

L’illusione di Franklin Saint

Il protagonista è interessante perché differisce dallo stereotipo del criminale comune: è un ragazzo brillante, che vede nella droga la rovina, ma anche uno strumento di guadagno economico. La sua convinzione ambigua lo intrappola: vuole scalare gli status sociali, ma finisce per diventare la causa principale della distruzione del suo stesso quartiere: South Central a Los Angeles. La serie fa notare una verità scomoda: il successo individuale, se costruito sulla sofferenza di altre persone, è solo una sofferenza celata.

Il ruolo della CIA e lo Scandalo Iran Contra

L’elemento che trasforma Snowfall in un documento quasi storico, pur non avendo preso spunto da una storia realmente accaduta, è l’intreccio con la politica americana. La serie porta alla luce lo scandalo Iran Contra. Mentre ufficialmente il governo ripudiava la droga e il suo narcotraffico, infatti, la C.I.A. (la nota agenzia di spionaggio statunitense) “chiudeva un occhio” sull’afflusso di cocaina nello Stato. Il motivo principale era che le entrate del narcotraffico servivano a finanziare i “Contras”, ribelli nicaraguani impegnati a combattere il regime del loro Paese, aggirando il divieto del Congresso americano. Nella serie, pertanto, la droga che distruggeva le famiglie a Los Angeles era, indirettamente, la “benzina” per le guerre sporche degli Stati Uniti all’estero.

Una storia senza eroi

In Snowfall non c’è gloria, non ci sono i buoni che vincono o i cattivi che vengono sconfitti, ma solo un sistema corrotto, in cui tutti, dal piccolo spacciatore all’agente della C.I.A., sono parti di un ingranaggio più corrotto e complesso. La serie costringe a notare le conseguenze a lungo termine di certe decisioni politiche, mostrando come il crack non sia apparso dal nulla, ma sia stato il risultato di una precisa gestione del potere. Parlare di Snowfall significa parlare di responsabilità: di come il confine tra legalità e illegalità sia quasi sempre tracciato da chi detiene il potere economico e di come il più debole sia destinato a pagare il conto più salato.

                                                                                                                                                            Nasser Foutih 2I

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