In questi ultimi anni, a Lissone, è stata implementata una postazione stabile per garantire al VAR (Video Assistant Referee) di funzionare meglio, ma siamo sicuri che, con ben 12 sale VAR, il gioco sia migliorato? E perché Open VAR non risolve ogni situazione? 

Si tratta di un programma in collaborazione tra FIGC, AIA e DAZN, il cui compito è di analizzare le più grandi scelte arbitrali e spiegarne il motivo. Tuttavia, non tutti gli episodi sono stati esaminati, soprattutto quelli più eclatanti, non solo dal punto di vista del gioco, ma per le azioni antisportive dei vari calciatori.

Tre sembrano gli esempi più chiari. Un episodio abbastanza recente è quello di Atalanta-Roma del 03 – 01 – 26 in cui, al 28° minuto, hanno annullato all’attaccante dell’Atalanta, Scamacca, un gol per un fuorigioco insensato. L’azione si svolgeva con il difensore centrale che provava a fare un lancio verso Scamacca, il quale si trovava in posizione di fuorigioco ma, accorgendosene, tornava in posizione regolare e lasciava la palla, oltre che tre metri come minimo, a Hermoso che non riusciva, però, a controllarla. La situazione si sarebbe poi sviluppata verso un gol di Scamacca. In Open VAR hanno chiesto delle spiegazioni ed hanno sostenuto che “l’attaccante, trovatosi in posizione di fuorigioco, ha trovato, nell’immediatezza, del vantaggio sul gioco” (regola 11, pag. 87); tuttavia in studio hanno detto che Scamacca ha trovato questo vantaggio visto che Hermoso non è riuscito a controllare il pallone per colpa sua, anche se non è assolutamente andata così, visto che nel prosieguo della partita il difensore avrebbe sbagliato altri palloni simili. Questa regola è stata implementata dopo la partita nel 2022 dei play-out tra Vicenza e Cosenza, quando hanno annullato un gol simile, di Caso. Seguendo il regolamento alla lettera, il direttore di gara ha parzialmente ragione; però, come hanno detto anche in studio, BISOGNA dare una ricontrollata al regolamento, perché non è in grado di coprire situazioni come questa, dato che la colpa era evidentemente del difensore della Roma. 

Lasciando Bergamo e andando nella Capitale, il 26 – 10 – 25 possiamo vedere un chiaro esempio di rigore non dato alla Juventus in Lazio-Juve. Durante questi 90 minuti troviamo in campo Andrea Colombo, che ha preso una decisione, di base, completamente errata: in questa azione il portoghese Conceição cade a terra dopo un “pestone” del difensore laziale Mario Gila che, subito dopo l’intervento irregolare, si mette le mani sul volto perché aveva capito che l’arbitro avrebbe assegnato un rigore certo contro la sua squadra. Il direttore di gara aveva un chiaro campo visivo sull’azione, ma indicò all’istante che non c’era stata nessuna violazione delle regole. L’errore più grave di questa azione non è stato il fatto di non dare, in favore dei Bianconeri, il rigore, ma che il VAR ed anche la “coscienza” arbitrale non hanno spinto al monitor a controllare l’azione avvenuta, come sarebbe necessario da regolamento per possibili rigori e cartellini rossi. Inoltre, il direttore di gara ha usato la “regola della compensazione”; infatti, un paio di minuti prima dell’azione Weston, McKennie ha commesso un fallo che gli sarebbe costato la seconda ammonizione e, tuttavia, l’arbitro non ha preso questa decisione. Di conseguenza, Colombo ha deciso di non dare il rigore alla Juve. Almeno questa volta, durante Open VAR, l’esperto chiamato per visualizzare l’episodio non ha dato ragione all’arbitro, dichiarando anche che non c’era bisogno di andare al monitor, perché era un chiaro rigore. 

Parlando sempre del fenomeno portoghese, si può vedere lo scandalo avvenuto in Bologna-Juventus del 14 – 12 – 25, in cui all’ 80° minuto, Lucumì ha preso Conceição di peso due volte, per poi lanciarlo a terra. L’arbitro a carico di questa partita è Davide Massa, famoso per le svariate decisioni prese, anche nei big-match, senza patirne conseguenze. Durante Open VAR, questo episodio è stato trattato per poco tempo, in cui hanno detto che si trattava semplicemente di un leggero contatto al viso e che è stato giusto non assegnare un rigore, visto che l’azione era avvenuta dentro all’area di rigore. Gli errori stati svariati, sia in campo che fuori: innanzitutto, l’arbitro non è stato chiamato alla on-field review, che è l’unica scelta saggia da fare in queste situazioni. Poi, durane il programma televisivo, hanno spiegato che il contatto era stato lieve, mentre visibilmente il numero 7 della Juve è rimasto a terra, dopo il contatto, con segni di dolore palesi. Infine, Massa non ha assegnato neanche un cartellino giallo per condotta violenta e anti-sportività, come dovrebbe accadere. 

Questi sono solo tre esempi di quello che si sta verificando nel gioco del calcio in Italia e, di sicuro, ce ne saranno altri. Se ne parla così tanto perché, come dissero alcuni filosofi, “errare è umano”, ma può esserlo anche con ben 12 sale VAR che ci consigliano nell’orecchio? 

Andrea Ligabò 2I

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