La verità è che di mattina, quando suona la sveglia e fuori è ancora buio, non tutti sono pronti a recarsi a scuola, poiché per alcuni il pensiero principale, se c’è nelle foschie del dormiveglia, si potrebbe riassumere con brevi frasi come “Speriamo che non m’interroghi”, oppure “Ho ripassato per il Compito in Classe? Ma mi ricordo qualcosa?” Purtroppo, nel tempo del benessere della società occidentale, la scuola appare sempre più come una sorta di gioco, il cui obiettivo è solo il superamento dell’anno scolastico con voti alti, spesso anche imbrogliando, tramite scorciatoie che, però, si rivelano sempre le scelte più sbagliate, perché danneggiano proprio la capacità cognitiva di chi le compie.
Bisognerebbe capire meglio a cosa serve studiare, dato che ogni materia non viene imposta per annoiare qualcuno, ma per fornire delle basi su cui la mente possa svilupparsi, crescere e diventare più forte. Le nozioni sono, cioè, come un’armatura che protegge dalle difficoltà future e si potrebbero valutare i vantaggi delle varie materie in base a ciò che serve realmente per non rimanere infantili per tutta la vita.
1. Letteratura e Italiano.
La lingua italiana è fondamentale in ogni contesto, perché fornisce le parole giuste per esprimere le proprie opinioni e per capire, ancor prima, quali opinioni si hanno. Una persona che non sappia spiegarsi in modo efficace rischia di essere influenzata da chi possiede una migliore padronanza del linguaggio, ma spesso non comprende neppure le emozioni che prova, le quali diventano “dicibili” solo attraverso dei discorsi complessi e molto articolati. Leggere e comprendere un autore non serve, se lo si fa “sforzati”, perché non lascia nulla e diventa solo un esercizio sciocco, se non si rimane ben concentrati sul testo. Piuttosto, bisogna leggere per imparare come i sentimenti e i pensieri possono affacciarsi alla mente, dato che la capacità di parlare e di esprimersi bene è essenziale, prima di tutto, per capire se stessi e, poi, per comunicare con gli altri senza produrre incomprensioni, fraintendimenti o sequenza di stupidi messaggini a ripetizione.
2. Storia.
Si dice sempre che la Storia è fondamentale per comprendere il mondo, dato che non è stato creato oggi, ma deriva da situazioni e fatti del passato. Chi non studia attentamente questa materia, si lasci spesso ingannare , ad esempio dalle promesse assurde o dalle notizie false che girano in Rete. Tramite la Storia, si capisce meglio chi è affidabile, ma si possono comprendere anche gli eventi presenti, come la questione mediorientale, quella del conflitto russo-ucraino, le reali motivazioni degli statunitensi nelle loro pretese sulla Groenlandia, etc.
3. Matematica e Scienze.
Risolvere un problema non serve per sfruttare quei calcoli per fare la spesa, ma perché abitua il cervello a ragionare sotto stress e a cercare soluzioni ragionevoli e non illogiche o campate per aria agli ostacoli che, inevitabilmente, si presentano durante la vita. È come un “sollevamento pesi” per la mente: chi bara indebolisce soltanto i propri “muscoli mentali”, ovvero non costruisce sinapsi corrette, in grado di attivarsi in futuro quando dovesse essere necessario.
4. Lingue Straniere.
Possono essere considerate come delle chiavi, perché permettono di aprire le porte di tutte le nuove culture che si interconnettono nel nostro contesto globalizzato. Non viviamo più su un’isola lontana da tutto, fuorché da noi stessi, ma ci colleghiamo al mondo in un baleno ed il mondo, per varie ragioni storiche, ha scelto di sfruttare l’inglese come lingua generica della comunicazione. Serve per non vivere in un recinto e per poter viaggiare e lavorare ovunque.
L’inganno del “furbetto” che copia spudoratamente, quindi, è come se qualcuno andasse in palestra e decidesse di pagare un sosia perché sollevi i pesi, o corra al suo posto. Alla fine del mese, quella persona sarà diventata molto muscolosa, mentre il “furbastro” sarà rimasto esattamente ignorante come prima. Quando si copia o si usa un’Applicazione per risolvere un esercizio senza nemmeno leggerlo, si sta sprecando la possibilità di un prezioso allenamento. Il voto scritto sul registro sarà fasullo come le conoscenze che mancheranno nella mente. Se anche si riuscisse a farsi promuovere lo stesso con questi metodi illogici, ci si ritroverà con in mano un pezzo di carta che non si saprà usare e che non varrà proprio nulla.
La crescita è l’unico vero risultato, mentre i voti sono solo dei giudizi momentanei, che misurano delle prestazioni, ma che non definiscono bene il livello culturale raggiunto. La conoscenza vera si sviluppa, o non lo fa, indipendentemente dentro ciascuno e dà la libertà di pensare e di essere. Alla fine di ogni anno scolastico, non dovrebbero contare troppo i voti, che sono soltanto dei numeri, ma ci si dovrebbe domandare quanto si sia imparato, come si sia sviluppato il modo di pensare, se ci si senta finalmente più liberi e più “adulti” rispetto ad ogni autunno precedente.
Studiare con impegno, inoltre, è un comportamento che fa sentire fieri, poiché ci si deve rallegrare di comprendere meglio e di più. Chi bara non “frega il sistema”, a cui di chi bara proprio non frega niente, ma inganna se stesso, decidendo di restare più piccolo di quello che potrebbe diventare.
Pietro Gallazzi 2I


















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