Il pattinaggio artistico, sia su ghiaccio sia su rotelle, è sicuramente tra le discipline sportive più complete, poiché mescola insieme atletismo e sensibilità artistica in un perfetto equilibrio. Le due specialità, sebbene diverse tra loro, mirano agli stessi obiettivi: leggerezza, precisione, grazia e, soprattutto, l’interpretazione di una storia tramite il movimento.

Il pattinaggio artistico su ghiaccio nacque migliaia di anni fa in Europa, nei paesi nordici, dove si utilizzavano assi di legno legate ai piedi con strisce di cuoio, per spostarsi sui fiumi e sui laghi gelati. Il grande progresso avvenne quando vennero introdotte le lame metalliche, comparse per la prima volta tra il XIII o il XIV secolo. La disciplina artistica, però, risale al XVIII secolo, perché il primo club di pattinaggio fu fondato in Scozia nel 1742.

Invece il pattinaggio a rotelle è iniziato, ovviamente, da meno tempo, dato che il primo brevetto per un pattino a rotelle risale al 1760 a Londra. La pratica arrivò solo nel XIX secolo negli Stati Uniti, dove il design fu perfezionato, posizionando le quattro ruote a “quadrato”. L’età d’oro del pattinaggio furono gli anni ’70 e ’80 del Novecento, in cui iniziarono a spuntare le prime piste da ballo ed anche le prime discipline di coppia.

Le competizioni di pattinaggio artistico, a prescindere dalla specialità, sono giudicate attraverso un sistema molto rigoroso e complesso, per tentare di bilanciare la parte atletica con quella espressiva. Il punteggio totale di una prova è la somma di due macro-categorie: il punteggio tecnico (TES) e il punteggio componente (PCS). Il TES è la somma dei punti di tutti gli elementi eseguiti nella gara, mentre il PCS è il cuore artistico della valutazione, in cui conta molto l’impressione generale. I giudici valutano cinque aree, assegnando voti da 0.25 a 10.00: abilità di pattinaggio, esecuzione, coreografia, interpretazione della musica e transizioni. Nonostante il sistema di pattinaggio sia convergente, le differenze si notano nell’enfasi: sul ghiaccio la massima enfasi si ha nei salti e nelle trottole, invece nel pattinaggio a rotelle la massima concentrazione è nella figure obbligatorie (cerchi e curve tracciati perfettamente) e nelle trottole, sfruttando l’aderenza del suolo.

Al di là delle differenze, entrambi condividono una connessione con la danza e con la musica. Ovviamente, per pattinare è necessaria una discreta dedizione, essendo necessario lo sviluppo della forza muscolare indispensabile a sostenere la tensione del corpo quando si svolgono gli elementi che, tecnicamente, sono più complessi. La sfida per i pattinatori è mantenere l’equilibrio tra la tradizione e l’innovazione. Il pattinaggio sul ghiaccio cerca di adattarsi a musiche sempre più scenografiche, mentre la sfida principale per il pattinaggio su rotelle è di ottenere maggiore visibilità a livello internazionale, perché è spesso ritenuto un semplice passatempo e non uno sport di alto livello, non avendo nemmeno spazio alle olimpiadi.

Che si tratti di lame che scivolano sul ghiaccio o di ruote sul parquet, il pattinaggio artistico resta un’espressione dell’armonia tra il corpo e la mente, tra la tecnica e l’eleganza: una melodia che scorre a tutta velocità.

Francesca Sorace 2I

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