Prima la guerra tra Israele e Palestina ed ora la cosiddetta pace fanno girare molto denaro, molte armi e molti interessi delle maggiori nazioni coinvolte. La guerra tra questi due Stati non solo giova ai Territori che Israele ha occupato da mezzo secolo, ma anche ad USA, Russia ed Emirati Arabi Uniti.
Gli Stati Uniti d’America, i maggiori sostenitori degli Israeliani, ora spingono ad una pace proprio per realizzare un progetto del presidente Donald Trump nella Striscia di Gaza. Il conflitto, infatti, ha giovato loro a livello economico, politico e di interessi a lungo termine, dato che Trump vorrebbe instaurare a Gaza un governi gestito dagli americani, eliminando Hamas completamente e rendendo Gaza un zona turistica per ricchi, con resort e strutture di lusso. Un ulteriore motivo per il quale gli USA sono interessati al conflitto e alla pacificazione tra i due Stati è quello di ridurre l’influenza iraniana e araba in tutta quella zona, agendo loro come protagonisti negli aiuti e nelle trattative.
Durante l’ultimo incontro privato con Netanyahu, il presidente americano ha sottolineato come sia riuscito, nel giro di poco tempo, a risolvere numerosi problemi legati all’area. La tregua, come dimostrato, è stata rispettata in gran parte, fatta eccezione per alcuni attacchi nelle zone dove risiedono i coloni israeliani e per alcuni attacchi su Gaza. Trump ha usato principalmente il rapporto che ha con Netanyahu per arrivare ad un accordo stabile, mentre il presidente israeliano si è accusato delle azioni militari intraprese nonostante la tregua.
La Russia, invece, gioca un ruolo importante solo nella mediazione; infatti, spinge per gestire interamente le mediazioni di pace tra i due Stati, in modo da trarne vantaggio indebolendo un po’ l’influenza americana su Israele e Palestina, i quali sono Paesi da sempre ampiamente finanziati dagli USA.
Infine, gli Emirati Arabi Uniti sostengono i Palestinesi nelle mediazioni e promettono di finanziare ingenti somme di denaro per ricostruire Gaza, a patto che Hamas venga esclusa dal governo in via definitiva. Insieme ad altri Paesi Arabi, però, vogliono evitare l’emigrazione di profughi oltre i propri confini, com’era già successo in Libano e in Giordania in passato. La stessa Arabia Saudita porta al tavolo delle mediazioni i propri interessi riguardanti il proprio sviluppo economico a lungo termine, instaurando eventuali accordi futuri con Israele.
Anche l’ONU ha degli interessi nel conseguimento di una trattativa di pace, certo non economici o politici, ma che riguardano la popolazione locale e non solo; infatti vorrebbe eliminare il dominio violento di Hamas, ricostruire il territorio e porvi alla guida un gruppo dirigente che, insieme agli altri Stati arabi, possa normalizzare Israele in quel contesto e portare ad una possibile futura creazione di uno Stato palestinese, che però si possa anche difendere senza l’aiuto dei terroristi di Hamas.
Samuele Gazerro 3E


















Rispondi