Un problema molto diffuso tra gli alunni di Seconda.

Dato che la frequenza di un liceo può risultare impegnativa, tanti studenti, anche in Seconda, fanno ancora fatica ad adattarsi a un metodo sempre meno disorganizzato e semplicistico o superficiale come quello che forse adottavano in passato. Alcuni faticano a concentrarsi in classe soprattutto quando, nella stessa giornata, sono presenti molte materie impegnative, oppure quando si hanno due ore consecutive della stessa materia. Il secondo anno, inoltre, le nozioni da apprendere sono ovviamente più complesse, come gli argomenti trattati in classe, e mantenere l’attenzione per tutta l’ora non sembra facile per tutti i ragazzi, che cercano a volte dei momenti di svago inopportuni e poco efficaci. Spesso, infatti, ci si distrae anche perché si chiacchiera e si disturba durante le lezioni, oppure lo si fa a causa di rumori provenienti da altre classi.

Distrarsi, però, comporta anche una difficoltà nello studio a casa. Data la mole dei compiti, non tutti gli alunni hanno ancora trovato un metodo di studio corretto. La poca concentrazione in classe li obbliga, perciò, a studiare da soli argomenti che non hanno effettivamente ascoltato bene di mattina e, quindi, a sprecare del tempo pomeridiano che frutterebbe di più, se fossero stati diligenti. La mancanza di concentrazione domestica dipende anche da varie distrazioni; in particolare, dai dispositivi elettronici utilizzati in modo eccessivo, oltre al fatto che molti alunni sono stanchi dopo le ore di scuola e tendono a rimandare i compiti all’ultimo minuto.

Soluzioni possibili?

Durante le mattinate potrebbe essere utile un numero di pause maggiori, anche solo di cinque minuti, quando si hanno due ore consecutive della stessa materia, perché manca la pausa del cambio di professore. Tuttavia, nel nostro liceo ci sono già ben due intervalli (e non solo uno come altrove), che di certo andrebbero sfruttati meglio per riposarsi e smettere di pensare alla scuola. Un altro metodo potrebbe essere quello della cosiddetta “aula capovolta”, in cui le lezioni siano spiegate dai propri compagni di classe, i quali però non è affatto detto che ne siano così capaci e, quindi, dilungandosi, potrebbero produrre comunque più fatica negli ascoltatori.

Per lo studio a casa, funziona lasciare i dispositivi elettronici in un’altra stanza, così da non distrarsi. Giova anche riposarsi dopo pranzo (dormire anche solo venti minuti o ascoltare delle musica tranquillizzante e non da discoteca), non rimandare i compiti, ma svolgerli giornalmente e non studiare solo in vista delle verifiche, per ricavare il tempo di rilassarsi e svolgere attività sportive. Può servire anche studiare con qualche compagno, aiutandosi a vicenda e rendendo il tempo meno “pesante”, però deve trattarsi di una persona con la quale la sintonia si rivolga all’efficienza, altrimenti si buttano molte decine di minuti in chiacchiere e risate inutili.

Sicuramente rimanere concentrati tutto il giorno non è facile per tutti, ma proprio sulla costruzione di un metodo di studio personale ed efficace si basa la possibilità di affrontare il Triennio serenamente.

Sofia Samà 2I

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