Nel moto eterno il mare si racconta:

ora s’infuria, or s’acqueta piano.

Nel suo respiro l’anima affronta

tra pace e tempesta il suo arcano.

 

Se s’innalza, infrange il silenzio,

rompe l’eco in mille suoni lievi,

finché si ritrae, pudico e stanco,

rilasciando onde dolci e brevi.

 

Ci si perde nello specchio mentale,

che muta volto e, pur, rimane uguale.

Parla piano, in mormorio sincero

dona senso astrale al mistero .

Beatrice Bellora 4C

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