Quando ti vedo, mi viene il vomito.

Eppure sempre fredda mi circondi

con mani lerce e senza fascino,

le stesse che m’avevano cullato.

 

Oh Dio, che io non abbia preso da lei!

La rovina dell’arte e dell’amore!

Perché strappa l’anima alla vita.

Così tanto odiosa. Ma non posso

 

andare via e scoprire la fine

senza costrutto del tuo labirinto,

lontano da questa fetida nebbia,

perché dove mi potranno accogliere?

 

Se baciando la caramellamara

il cui oro scintilla grazie a Febo,

benché vite ne ha vissute tante,

ha visto così oceani di genti,

 

ma non prenderebbe comunque mai me,

singola lacrima, come fossi sua

perché, è vero, non le appartengo,

non ne riconosco la ninna nanna.

 

Tuttavia, per quanto possa sembrare,

io non apparterrò neanche a te,

lerciabominevole creazione

che, purtroppo, m’ha bruciato le ali.

Nicole Mirkos 4C

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