Il match giocato la sera del 28 ottobre 2024 tra l’Inter, Campione d’Italia in carica, e la Juventus, allenata da Thiago Motta, entra di diritto nella Storia della Serie A. Infatti, era da ben 63 anni che non si assisteva a una partita tra queste due squadre con almeno 8 gol complessivi, precisamente dal match del 10 giugno 1961, uno degli incontri e delle contestazioni più famosi nella storia della nostra lega.

In quell’occasione ci fu una controversa decisione, con le due squadre costrette a rigiocare la partita a campionato concluso. La gara originale, del 16 aprile dello stesso anno, era stata infatti sospesa dopo 30 minuti a causa del sovraffollamento delle tribune. Inizialmente, la vittoria era stata assegnata a tavolino all’Inter, ma il presidente della lega dell’epoca decise, poi, di far rigiocare l’incontro a campionato concluso, togliendo, di fatto, ai nerazzurri la temporanea seconda posizione in classifica. In segno di contestazione, la squadra dell’allora C.T. Herrera Helenio, decise di schierare la Primavera. Questa scelta gli fu indubbiamente fatale, in quanto la sconfitta arrivò per ben 9-1.

Invece ieri Simone Inzaghi ha deciso di schierare quasi tutti i suoi titolari, con nove giocatori su undici in campo dal primo minuto. Una scelta quasi obbligata, dato che il turco Calhanoglu e l’insostituibile centrale Francesco Acerbi hanno risentito, nelle settimane precedenti al match, di qualche problema fisico che li terrà ancora lontani dal campo per un po’. Anche l’allenatore bianconero ha dovuto adattarsi a numerose assenze per infortunio, tra cui spicca quella del centrale brasiliano Gleison Bremer, pilastro della difesa Juventina.

La partita è stata un’altalena di emozioni, già a partire dal 15′, quando Thuram anticipa nettamente il capitano juventino Danilo, che anziché colpire il pallone, finisce per infrangersi sul piede del gigante francese, concedendo un rigore poi trasformato dal polacco Piotr Zieliński. Nemmeno il tempo di adattarsi al vantaggio, che la squadra di Inzaghi subisce due goal, rispettivamente da Dusan Vlahovic e Timothy Weah, entrambi frutto di disattenzioni difensive. A meno di dieci minuti dal gol dell’americano, però, l’armeno Mkhitaryan ha riportato la partita in parità con una giocata di tiki-taka insieme a Thuram, che lo ha liberato al limite dell’area per infilare Di Gregorio nell’angolo alla sua destra.

Il vantaggio nerazzurro si è concretizzato due minuti dopo, con un secondo rigore concesso alla formazione di casa per un netto fallo di Pierre Kalulu su Denzel Dumfries. Ancora una volta, Zieliński dal dischetto è una sentenza. Iniziava un grande momento per la squadra milanese, colmato dal goal del 4-2 a inizio ripresa dall’esterno olandese, protagonista del secondo rigore.

Proprio nel momento nel quale l’Inter sembrava avere il pallino del gioco in mano, la Juventus, grazie ad una grandissima intuizione di Kenan Yildiz appena entrato in campo, sigla il goal del 4-3, frutto di un gioco di gambe “magico”, che disorienta l’avversario e riesce ad imbucare una palla che battezza il palo alla sinistra del portiere interista. A meno di 15 minuti dal termine, sempre Yildiz sigla il 4-4 che regala un pareggio più che meritato alla squadra torinese, facendo calare un silenzio tombale su San Siro.

Da questa partita si può dedurre che entrambi gli allenatori devono lavorare sul reparto difensivo, in quanto più della metà dei goal presi dalle due squadre sono frutto di enormi disattenzioni difensive, come ad esempio la mancata marcatura di De Vrij su Mc Kennie, che porgerà l’assist a Vlahovic per l’1-1, oppure in occasione di entrambi i rigori concessi all’Inter, con un atteggiamento troppo passivo da parte dei bianconeri.

Senza ombra di dubbio, questa partita rimarrà nella memoria di entrambe le tifoserie e, dato il suo insolito risultato, entra di merito nella Storia della nostra amata Serie A.

Alessandro Mammone 4H

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere