Fin dal primo verso, Dante porta con sé il lettore implicito lungo il suo viaggio di formazione dello spirito. Presenta una situazione iniziale in cui qualunque uomo può cadere: un periodo della vita in cui si perde la buona condotta dell’animo e ci si sente male. Scivolando nella tentazione del peccato o, modernamente, dell’errore, chiunque può perdersi o smarrirsi nella selva oscura della realtà.

Ed ecco che, in un momento simile, è necessario ricorrere alla capacità che rende l’uomo in grado di trovare la retta via: la ragione. Nel poema è personificata dall’anima del poeta latino Virgilio, verso il quale Dante aveva un debito culturale non indifferente. Infatti, la scelta di affidarsi a questa figura risulta particolarmente azzeccata, dal momento che è il primo a raccontare in maniera puntuale il regno degli inferi nel Sesto Libro dell’Eneide. Grazie a questa figura, il sommo poeta riuscirà ad evitare le fiere e a raggiungere il sentiero della fede, che permette di vivere nella sicurezza della luce, lontano dalle tenebre del peccato.
Ciò che rende memorabile il primo canto (dal punto di vista simbolico), è proprio l’universalità della situazione che il narratore descrive, la quale è applicabile, mutatis mutandis, al percorso di crescita che ognuno intraprende in età variabili e che per lo scrittore avviene intorno ai 35 anni. Infatti, va riconosciuto che il nostro poeta è perfettamente consapevole di essersi perso nel vizio e che cercherà, così, di istigare una riflessione personale riguardo alla moralità di ciascuno dei suoi lettori.
Un passaggio che oggi viene spesso dimenticato e che ha, invece, assunto maggiore valore, dato che le scelte influenzanti del nostro futuro, quelle più importanti a posteriori, vengono prese in un’età in cui non si è perfettamente coscienti di ciò che porta alla corruzione dell’animo.
Dante ci invita, perciò, a farci aiutare da un “Virgilio” saggio e capace, da una guida che conosca il sentiero per la salvezza e che ci sostenga davvero per il nostro meglio, non solo solleticando i nostri appetiti e dicendoci sempre di sì. Ma saremo capaci, nel contesto contemporaneo delle mille voci e dei troppi suggerimenti, a trovare il nostro Virgilio, quello giusto per noi?

Giacomo Bolletta 3C

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere