“Dovete imparare a vedere il mondo da una prospettiva più ampia: non solo legata alle vostre origini europee”. Così Vittoria Rodriguez durante l’incontro in inglese con la classe 5D del 4 aprile. Quello di cui sta parlando la studentessa, di origini argentine, è il pensiero “pluriversale”.

Questa prospettiva, ancora in fase di definizione e sviluppo, offre una nuova lente attraverso cui esplorare e comprendere la complessità del mondo che ci circonda. Ma cosa significa esattamente pensare in modo pluriversale?

Vuol dire capire e apprezzare le tante visioni del mondo che esistono, provenienti da culture diverse e che si sono stratificate in tempi differenti. Non è come pensare che ci sia solo un modo giusto di vedere la realtà, magari razionalizzante e “completamente oggettivo o scientifico”, ma si tratterebbe di accettare che ci sono molti modi diversi e che tutti possono essere importanti.

Il pensiero pluriversale nasce dalla critica nei confronti di un modo di pensare che ha dominato per molto tempo, che veniva dall’Europa e che voleva imporre la sua visione del mondo a tutti gli altri. Questo modo di pensare non teneva conto delle altre culture e delle loro conoscenze o prospettive.

Una delle sfide più grandi del pensiero pluriversale è quella di fare in modo che tutti abbiano la possibilità di dire la propria opinione e di essere ascoltati, anche se non vengono dall’Europa o dagli Stati Uniti. Vogliamo che tutti possano partecipare alla conversazione e condividere le loro idee. Ma il pensiero pluriversale non è solo una teoria: può anche aiutarci a trovare soluzioni ai problemi che affrontiamo, come le ingiustizie sociali o i cambiamenti climatici. Quando ascoltiamo le voci di tutti (o di molti, dato che di tutti tutti è, in verità, impossibile) e diamo valore alle loro conoscenze, possiamo ottenere grandi risultati insieme. La signora Rodriguez ha portato degli esempi di design pluriversale, che realizza oggetti disegnati prendendo spunto da numerose culture, ma si potrebbero citare anche i fotografi che ci portano documentazioni dai posti più sperduti o meno noti, oppure lo studio della Letteratura Comparata, che nel nostro Paese è ancora agli albori.

In breve, il pensiero pluriversale ci invita ad aprire la mente e a guardare il mondo con occhi nuovi. Ci aiuta a capire che non c’è solo un modo di vedere, ma molti, e che tutti possono contribuire a rendere il mondo migliore con dei loro contributi e collaborando.

Veronica Bonsignore 5D

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere