39 anni fa usciva in America il singolo “We are the world”, ma come è stato prodotto il più grande crossover canoro della storia?
Nel novembre del 1984, il cantante Bob Geldof aveva coinvolto un gruppo di cantanti connazionali in un progetto, chiamato Band Aid, a scopo di beneficenza contro la fame in Africa, dove la carestia aveva ucciso quasi 1 milione di persone tra il 1983 e il 1984. Il pezzo, intitolato Do They Know It’s Christmas?, ebbe un grande successo e raccolse milioni di sterline in breve tempo.
Un mese dopo, il musicista statunitense Harry Belafonte, indignato per il fatto che gli artisti afroamericani non avessero fatto nulla per aiutare gli etiopi, decise di produrre e realizzare un brano musicale per una raccolta fondi specifica per l’Etiopia e contattò il manager e produttore Ken Kragen, il quale suggerì di coinvolgere vari artisti statunitensi, sul modello del progetto britannico; Kragen chiamò Lionel Richie, che a sua volta propose Quincy Jones come produttore.
La sera stessa, Richie chiamò Jones, che si trovava in quel momento in compagnia di Michael Jackson, di cui aveva già prodotto gli album Off the Wall e Thriller e che si apprestava a lavorare al successivo Bad. Jackson stesso aderì con entusiasmo al progetto e, pochi giorni dopo, Jones e Richie si ritrovarono assieme a lui nella villa di Jackson ad Encino, in California, per comporre il brano.
La base strumentale fu registrata al Lion Share Recording Studio di Kenny Rogers il 22 gennaio 1985. Due giorni dopo, Jones fece recapitare una cassetta con la linea vocale a tutti gli artisti che avevano aderito al progetto, accompagnata da una lettera che li pregava di non duplicarla o diffonderne in alcun modo il contenuto, nonché di riportarla il giorno della registrazione. Il giorno seguente i singoli versi della canzone a cui ciascun cantante solista avrebbe dato il proprio contributo furono meticolosamente scelti da Jones, assieme all’assistente di produzione e arrangiatore Tom Bahler, sulla base dell’estensione e del timbro di ciascuna voce.
La notte stessa fu anche deciso lo studio dove registrare le voci, anch’esso coperto dal massimo riserbo nel timore che un così gran numero di artisti famosi riuniti in un solo luogo attirasse una folla spropositata, facendo precipitare nel caos l’intero progetto.
La registrazione delle voci si tenne la notte del 28 gennaio agli Hollywood’s A&M Studios di Hollywood. Alla sessione parteciparono 45 artisti, incluso Bob Geldof, coinvolto in quanto primo ispiratore del progetto. Geldof e l’attore e cantante canadese Dan Aykroyd furono gli unici non statunitensi a prendere parte all’incisione. Alle voci soliste si alternarono ventuno cantanti, tra i quali Lionel Richie, Michael Jackson, Stevie Wonder, Diana Ross, Ray Charles, Tina Turner, Cyndi Lauper, Billy Joel, Bob Dylan, Bruce Springsteen e Dionne Warwick.
Quando iniziarono a riunirsi, trovarono un cartello sulla porta dello studio, che recitava: «lascia il tuo ego alla porta». Era un promemoria divertente per ricordare che il gruppo era riunito per uno scopo più grande.
Fu la Columbia Recorda ad accollarsi le spese di produzione e distribuzione. Il brano venne pubblicato il 7 marzo 1985. Nel giro di un solo mese, più di 5.000 stazioni radio lo trasmisero contemporaneamente, facendogli scalare fino in cima le classifiche mondiali.
Al brano fece seguito un album omonimo, che conteneva, tra gli altri, Tears Are Not Enough frutto del supergruppo canadese Northern Lights. L’album vide anche la partecipazione di Prince, che aveva declinato all’ultimo e che contribuì però con 4 the Tears in Your Eyes. Complessivamente il progetto riuscì a raccogliere oltre 100 milioni di dollari, devoluti in beneficenza.
L’anno successivo, la canzone vinse 4 Grammy come “Canzone dell’Anno”, “Disco dell’Anno”, “Miglior interpretazione di un duo o gruppo vocale pop” e “Miglior cortometraggio”. Lo stesso anno vinse inoltre un American Music Award come “Canzone dell’anno”.
Nel gennaio 2024 al Sundance Film Festival, viene presentato il documentario dal titolo The Greatest Night in Pop, tradotto in italiano con We Are The World: la notte che ha cambiato il pop, diretto da Bao Nguyenp. Il film, trasmesso per la prima volta in tutto il mondo il 29 gennaio in streaming su Netflix, tramite interviste ed immagini esclusive racconta il processo di creazione e la notte di registrazione.
Arianna Rusconi 2C
Qui il link per ascoltare la canzone:
https://youtu.be/_cDNhqNv2HY?si=dxgTai7khHU0zxMZ
Sotto il testo:
There comes a time when we hear a certain call
When the world must come together as one
There are people dying
and its time to lend a hand to life
There greatest gift of all
We cant go on pretending day by day
That someone, somewhere will soon make a change
We are all a part of Gods great big family
And the truth, you know,
Love is all we need
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So lets start giving
Theres a choice we’re making
We’re saving our own lives
it’s true we’ll make a better day
Just you and me
Send them your heart so they’ll know that someone cares
And their lives will be stronger and free
As God has shown us by turning stones to bread
So we all must lend a helping hand
[Rit]
When you’re down and out, there seems no hope at all
But if you just believe theres no way we can fall
Let us realize that a change can only come
When we stand together as one
[Rit]


















Rispondi