Alla prima nevicata d’autunno,
paragonerò quel primo candido
bacetto, sussurrato e timido,
ad un fiocco risvegliato dal sonno.
Amodio? Difficil’interpretare
tra le spente luci, un cader schivo
accende tenebre in cui fuggivo…
nel buio anche il dubbio scompare.
Tempesta passata, sola rimango.
Fresca la neve come il ricordo
del giovane fuoco che mi travolse.
Cuore e mente a quel giorno rimando…
mentre suona, dolce, il rosso accordo,
attendo l’inverno che già mi avvolse.
(a Gamma)
Carolina Randazzo 3F


















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