La settimana scorsa è stato annunciato che Neuralink, una ricerca finanziata da Elon Musk e da altri ricercatori e imprenditori americani, ha aperto la sperimentazione su soggetti umani volontari, che si verranno sottoporre all’innesto nel proprio cervello di questo chip, il quale, connettendosi con altri dispositivi, ne garantirebbe il controllo attraverso l’utilizzo di impulsi cerebrali.

Questo dispositivo potrebbe avere sia vantaggi che svantaggi, poiché non è ancora stato testato su esseri umani.

COS’È NEURALINK E QUANDO NASCE?

Venne realizzato nel 2016 ed iniziò la sua sperimentazione nel 2017 sulle scimmie. Questo chip è un’interfaccia neurale che dovrebbe collegare il cervello ad un dispositivo digitale garantendone il controllo attraverso il solo pensiero.

POSSIBILI USI:

Gli impieghi possibili potrebbero essere svariati, poiché consente un totale controllo di un qualsiasi dispositivo attraverso le mente; per ora, però, si è solo riusciti a far giocare una scimmia a “MingPong”, un gioco degli anni ’70, usando il collegamento stabilito col chip.

Alcuni giornalisti americani, nei loro articoli, sostengono che si stiano facendo anche delle sperimentazioni per capire se questo chip possa essere utilizzato su soggetti affetti da paralisi, per consentire la ripresa dei movimenti attraverso la stimolazione proveniente dagli impulsi elettrici del cervello.

INCIDENTI DI PERCORSO:

Durante la sperimentazione 1500 scimmie sono morte a causa del chip e 12 scimmie sono state sottoposte ad eutanasia; per questo l’USDA ha aperto un’indagine sulle sperimentazioni di Neuralink, poiché Musk ha violato i diritti sulla salute degli animali che vigono in America.

RISCHI:

Se si decidesse di provare questo chip sperimentale, bisogna conoscerne i rischi:

  • ci si potrebbe avvelenare a causa delle batterie al litio presenti nel dispositivo
  • i fili collegati al cervello si potrebbero spostare compromettendo, così, l’attività cerebrale
  • si incontrano molte difficoltà nella rimozione del dispositivo per non danneggiare i tessuti cerebrali
  • gli impulsi emessi dal chip potrebbero compromettere il funzionamento delle protesi meccaniche 
  • durante l’innesto del chip si possono infettare i tessuti cerebrali.

DOMANDE CHE CI SI POTREBBE PORRE SU NEURALINK:

  • CI POSSONO ESSERE POTENZIAMENTI NELL’ATTIVITÀ CEREBRALE E NEL CALCOLO?

Esistono possibili potenziamenti nel calcolo, poiché questo chip riceve tutti gli impulsi elettrici del cervello e riesce anche a stimolarlo aumentandone l’intensità e migliorandone le prestazioni.

  • È GIUSTO CHE CHI NON ABBIA ABBASTANZA SOLDI PER PERMETTERSELO DEBBA ESSERE SVANTAGGIATO?

Purtroppo, questo chip, finite le sperimentazioni, sarà molto costoso e chi potrà permetterselo avrà alcune agevolazioni in tutti i campi che richiedono l’utilizzo del pensiero.

  • A LUNGO ANDARE, QUESTO STRUMENTO POTREBBE ESSERE UTILIZZATO ANCHE PER CONTROLLARE LA MENTE DI CHI HA DECISO DI IMPIANTARSI IL CHIP?

Questo è uno dei possibili rischi a cui si va incontro, ma per ora non si può dire con certezza se questo chip abbia doppi fini. Tuttavia, potrebbe capitare a causa di un hackeraggio del sistema operativo del dispositivo stesso.

  • VALE VERAMENTE LA PENA COMPROMETTE LA NOSTRA ATTIVITÀ CEREBRALE (O ANCHE LA NOSTRA VITA) PER CONTROLLARE DA REMOTO UN DISPOSITIVO?

Questo chip dovrebbe permettere anche il controllo dei dispositivi da remoto. Per ora, però, i rischi sono elevatissimi e non è certo che si riuscirà veramente a controllare completamente un cellulare o altro attraverso gli impulsi cerebrali.

Samuele Gazerro 1E

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