La frana di parole si
nella cucina priva di alberi
che non ne reprimeranno l’angoscia
degli intensi pensieri poveri.
La mente travolta e rumorosa,
orecchie ovattate e tappate.
Continuando a fare la scontrosa
impervia come l’afosa estate,
mi appare come il mio riflesso,
identica. Il tutto è connesso,
stessi geni, stessa agitazione,
sono così? È allucinazione?
L’acqua straborda dal pentolone,
la mamma smette di confabulare,
un istante che fa capacitare
come un asfissiante alluvione
sia la loquacità delle persone.
Redina Lamaj 4B


















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