Dopo una catastrofe naturale ci si chiede sempre: sarebbe stato possibile limitarne i danni? Purtroppo gli interrogativi a posteriori servono a poco se, eliminate le emergenze, si continua a devastare il territorio incrementando il rischio di un nuovo disastro naturale. Bisogna convincersi che queste calamità, come terremoti, esondazioni, maremoti o frane, sono inevitabili, ma l’uomo può contenerle attuando una saggia opera di prevenzione che rispetti gli equilibri ambientali del pianeta.

Ad esempio, gli effetti disastrosi dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì alcune coste dell’Oceano Indiano per migliaia di chilometri, nonostante fossero inevitabili in quanto provocati da un maremoto di enorme violenza, avrebbero potuto essere inferiori, se solo l’uomo fosse stato più accorto. E’ mancato un sistema di Protezione Civile capace di intervenire in tempo reale e la colpa è sia dei governi locali, sia di un mancato scambio di informazioni internazionale.

Ma la responsabilità dell’uomo non si limita solo ad un sistema di comunicazione di emergenza poco efficiente. Ancor più importante è il fatto che, da anni, si stiano incrementando le costruzioni edilizie in luoghi poco idonei alla sicurezza del territorio ed il primo colpevole è il turismo. Infatti, prendendo ancora come esempio le onde anomale, i danni sarebbero sicuramente inferiori, se non fossero state costruite case, resort o recidence a ridosso del mare, eliminando la foresta o i boschi che avrebbero funzionato da contenimento, limitando le conseguenze sulla vita dei cittadini e dei paesi.

Ma gli eventi naturali sono davvero così prevedibili? Le conoscenze scientifiche e la tecnologia moderna ci consentono di sapere con un breve anticipo il manifestarsi dell’evento e la sua entità, così da mitigare danni a persone e cose? Per quanto si siano fatti notevoli progressi e gli studi continueranno a proporre nuovi dispositivi per le conseguenze di tali calamità, l’uomo deve accettare il fatto che la Natura è imprevedibile e non tutto è controllabile. L’unica arma che abbiamo è quella di gestire azioni preventive. Ci si deve anche abituare ad accettare che la Natura può sfuggire a qualsiasi controllo, nonostante pretendiamo di essere informati nel dettaglio ancor prima dell’evento, arrivando ad accusare gli scienziati di incompetenza e mancanza di professionalità quando non riescono a soddisfare le minime richieste, come le previsioni del tempo, delle correnti marine e della velocità dei venti.

Dalle tante distruzioni naturali alle quali abbiamo assistito e ancora in questi anni stiamo assistendo, in modo particolare nella nostra penisola, sono nate altrettante campagne di solidarietà ed aiuto per le persone colpite. Significa che la speranza di costruire un futuro migliore regge ancora, intervenendo sia nella prevenzione degli eventi, sia nel risanamento dei territori.

Tommaso Rivolta 3A

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