“Two Minutes to Midnight” cantavano gli Iron Maiden nel 1984: testo più attuale che mai. L’Orologio dell’Apocalisse aveva segnato un pericolo così alto solo nel 1953, in corrispondenza con l’inizio della Guerra Fredda e i primi test delle Bombe H. Il Doomsday Clock è una metafora usata dal “Bulletin of the Atomic Scientists” dell’Università di Chicago per quantificare la vicinanza a una possibile fine del mondo. Originariamente considerava solo il pericolo di una guerra atomica che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, avrebbe significato l’avvento di un futuro distopico. Per decenni momenti di rischio maggiore (come nel ’68 per l’intensificarsi della guerra in Vietnam con l’orologioa-7 minuti, o nell’84 con il presidente Reagan che minacciava il riarmo con l’orologio a -3) si sono alternati a periodi più sicuri. Nel’63 e nel ’72, in seguito a due importanti trattati contro armi nucleari e missili balistici, le lancette segnavano 12 minuti a mezzanotte e nel ’91, dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Urss, addirittura 17. Ma da allora la situazione è peggiorata vertiginosamente. Nel 2007 si è deciso di considerare, oltre alla guerra, anche i pericoli derivati dai notte, il cattivo presagi cambiamenti climatici, dall’effetto serra, dall’inquinamento e dai nuovi sviluppi nel campo delle armi biologiche e dell’ingegneria genetica, temi versoi quali il “Bulletin” ha iniziato a rivolgere la propria attenzione. Quest’anno l’orologio è tornato a segnare 2 minuti. Nonostante i dialoghi tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, infatti, la produzione di armi atomiche non ha rallentato da nessuna delle due parti: Trump ha annunciato la sua uscita dall’accordo sul nucleare iraniano, e le sue dichiarazioni, in contrapposizione a Putin, destano molta preoccupazione. Per quanto riguarda i problemi climatici, il “Bulletin” condanna le continue emissioni di CO2 che non accennano a diminuire, anche a causa degli Stati Uniti e del loro abbandono di fronte alla responsabilità, in quanto prima potenza mondiale e paese ricco, di guidare gli sforzi per salvare il pianeta. Il 2018 è stato l’anno più caldo mai misurato, battendo i record del 2015,2016e 2017, tanto che i ghiacci polari si stanno sciogliendo a una velocità senza precedenti. Gli scienziati si mostrano diffidenti anche a proposito delle intelligenze artificiali, specialmente se utilizzate in ambito militare, e si è addirittura parlato del rischio di una guerra informatica e dell’aumento di cyber hacking. Il “Bulletin of the Atomic Scientists” propone anche dei punti chiave per portare indietro le lancette: invita i leader degli Stati Uniti e della Russia a riprendere le negoziazioni per quanto riguarda la produzione di armi, sprona Trump a rivedere con obiettivi realistici (ma più consistenti) sia la questione dell’Iran sia quella dei cambianti cli-matici, spiega l’importanza dell’istruzione dei cittadini di tutto il mondo sull’utilizzo corretto dell’Internet. Certo tutti vorremmo che “Two Minutes to Midnight” rimangasolo una canzone e non il simbolo di una minaccia globale.
Daniele Fabbris 3A


















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