Venerdì 23 gennaio 2026, la classe 1E ha partecipato all’incontro sul tabagismo e sulla prevenzione dell’abitudine al fumo, tenuto in Gradinata 1 dal Dottor Facco, membro dell’associazione LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che opera in tutta la penisola con, appunto, lo scopo di combattere il cancro ed altre patologie tumorali attraverso la prevenzione e la diagnosi.

Il Dottor Facco, in particolare, si occupa di sensibilizzare e di informare, soprattutto adolescenti e giovani, riguardo ai rischi legati al tabagismo, un fenomeno molto diffuso in Italia, che si sviluppa ormai in età sempre più precoce. Nella prima parte dell’ incontro, l’esperto ci ha illustrato come il fumo sia molto diffuso tra noi minorenni e, attraverso l’utilizzo di dati e grafici, abbiamo scoperto che l’età media in cui si inizia a fumare nella provincia di Varese è compresa tra i 12 e i 13 anni. Questo, però, non ci ha stupiti, poiché, fin dalla Prima Media, molti coetanei e compagni di classe fumavano già. Chi fumava alle Medie lo faceva solo per rendersi apparentemente “figo”, per sembrare meno infantile e per attrarre le ragazze che consideravano i fumatori come dei veri “ Macho Man”, ma non perché ne sentisse un reale bisogno fisiologico, come fosse la fame o la necessità di respirare. Tuttavia, quel “fumare per attrarre” o “fumare per essere fighi” spingeva anche quelli che avevano sempre odiato il fumo, o giurato che non vi si sarebbero mai accostati, ad avvicinarsi al tabagismo, fino al punto di cadere in quella trappola psicologica letale.

In certe classi delle Medie, infatti, (soprattutto a causa delle “puff” che si consideravano come innocue rispetto alle sigarette), alla fine del terso anno, si potrebbe considerare il fumo come un “compagno aggiuntivo”, perché tutti, compresi molti indecisi, anche soltanto per un “tiro di prova” avevamo sperimentato quella sigaretta che tanto attirava, ma che non dava nulla di buono.

Grazie alla presentazione del Dott. Facco, abbiamo capito anche che molta gente fumava per cercare di essere apprezzata, per sentirsi più “grande” o per dimenticare; così facendo, però, rimaneva intrappolata in qualcosa di più grande di quello che poteva pensare. I dati, infatti, parlano chiaro: in una scuola superiore, circa il 70 % degli alunni fuma, di cui il 30 % è composto da ragazzi con età che varia dai 14 ai 15 anni. Risulta anche che le morti evitabili causate dal fumo tra gli under 70 corrispondano a 15% e che chi inizia a fumare dopo i 20 anni abbia più probabilità di smettere rispetto a chi inizia a farlo da minorenne. Un altro dato scioccante ricavato dal nostro incontro è che, alla domanda “Chi conosce un coetaneo che fuma”, tutti hanno alzato la mano.

Dopo averci illustrato quanto di media spendono i fumatori e averci consigliato alcuni bizzarri metodi per far smettere di fumare le persone a cui vogliamo bene, il relatore ha organizzato un simpatico e interattivo gioco, che consisteva nel pescare una carta ed aspettare per conoscere il proprio futuro. Le carte erano di 4 tipologie: ognuna abbinata a un destino, che poteva essere più o meno crudele da carta a carta. A molti il gioco è piaciuto, poiché tenere alta la concentrazione di tanti ragazzini per tutto l’incontro su un argomento così delicato non era semplice e trovare un metodo alternativo per sensibilizzare sull’argomento è stata una scelta correttissima. Ancor di più è piaciuta la scelta di far decidere ai ragazzi se restituire o distruggere la carta, poiché è sembrata una mossa per permettere a ognuno di poter cambiare nel modo migliore in cui crediamo il proprio destino.

Nella seconda parte dell’attività, è stato utilizzato un servizio delle Iene riguardante il tentativo di far conoscere, attraverso filmati anche un po’ “crudi”, ad una classe in cui tutti fumavano, le orrende conseguenze del tabagismo. Gli alunni davanti alle telecamere fecero abbastanza “finta” di rimanere stupiti e scioccati da quello che succedeva ai fumatori, poiché, appena finita la lezione, nell’uscire per tornare a casa si rimisero immediatamente a fumare.

Infine, è stato proiettato un video di un famoso attore, Yul Brynner, a cui era stato diagnosticato un tumore causato dal fumo, che a inizio ‘900 non era considerato dannoso e che, quindi, veniva sfruttato tantissimo nei film come elemnto fascinoso. L’attore americano volle che quelle immagini venissero divulgate solo dopo la sua morte, commentando: “Ora che me ne sono andato, vi dico: non fumate. Qualsiasi cosa facciate, non fumate”.

Queste parole semplici hanno toccato molto la platea, forse perché riassumono il concetto di base della lotta al tabagismo: si inizia in giovane età e, quando ci si accorge del grossissimo errore, nella maggior parte dei casi, è troppo tardi.

Marco Guidi 1I

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