Si crede che accedere a contenuti di carattere pornografico sia tanto semplice quanto cadere nella tentazione del canto delle sirene omeriche. Se è oggi può essere vero; tuttavia, non lo è sempre stato.
Infatti, fino all’invenzione del telefono portatile o del computer, esisteva già nell’Antichità Classica un ambiente detto lupanare, in cui gli uomini consumavano rapporti al solo scopo di provare piacere. Charles Baudelaire, nello “Spleen du Paris”, racconta che questi luoghi erano ampiamente diffusi anche nella realtà cittadina ottocentesca, tanto da essere parte del registro della società. Ne tratta dettagliatamente perché era un frequentatore assiduo di questi luoghi, tanto da cadere in un terribile “gouffre” che lo portò alla morte dopo essere stato contagiato da sifilide.
Questo è un fenomeno che si è protratto nel tempo, in particolare nel ventesimo secolo. Una delle tante testimonianze appare in trasparenza dallo strano testo de “Il Cielo in Una Stanza” di Gino Paoli, il quale frequentava a sua volta spesso un lupanare genovese, dove consumava rapporti sempre con la stessa donna in “una stanza dal soffitto viola”, tinta eccentrica per un soffitto “perbene”, ma magari anche simbolica del vino e di altri eccessi. Paoli era ossessionato da questa donna, tanto quanto lo era della dipendenza.
Si potrebbe affermare che la consumazione di materiali erotici sia un mare pericoloso da navigare, perché è facile approdare in un’isola da cui potrebbe essere difficile salpare, come nel mito quella di Calipso. Tuttavia, se si sa navigare adeguatamente seguendo il tidale ritmo delle onde, può rivelarsi un oceano docile e piacevole. Senza eccedere, la pornografia può aiutare un individuo a conoscersi e a provare piacere in modo sano, poiché la masturbazione favorisce la produzione di alcuni ormoni, come la serotonina e la melanina, che mantengono l’organismo in uno stadio di benessere regolando umore, sonno, appetito, digestione ed agendo come messaggeri chimici tra neuroni, principalmente nel cervello e nell’intestino.
D’altro canto, la diffusione di materiali erotici è un fenomeno che, nell’ultimo decennio, sta sfuggendo di mano (ben oltre il facile doppio senso), poiché i bambini ricevono il telefono già in età infime, anche a partire dai sei anni, pur di farli restare zitti, buoni e “fuori dalle scatole”. Alcuni, però, incappano del tutto involontariamente in siti per adulti, come il noto Pornhub, in cui circola materiale erotico gratuitamente e senza controlli relativi all’età del consumatore, motivo per cui è tanto diffuso nel mondo. Questo genere di avvenimenti non deve verificarsi, in quanto sono situazioni che possono logorare la vita di un bambino, perché si fa un’idea sbagliata di “Amore” inteso come azione tra due individui, visto che il regno della pornografia è governato dalla finzione e dalla “visività”. Irreparabile per un’educazione sana, se il bimbo iniziasse ad imitare le azioni che vede nei video, non solo a livello fisico, ma anche verbale. L’errore, in ogni caso non sarebbe suo, ma del genitore, che permette al proprio figlio o figlia di perdersi nella selva oscura di persone suggenti.
La soluzione a questa problematica parrebbe semplice: conferire il telefono al bambino solo quando sarà in grado di utilizzarlo correttamente, come un principe governa il proprio Stato.
La tanto facile diffusione di materiali erotici è preoccupante poiché ha favorito e favorisce, a propria volta, la diffusione di materiali pedopornografici. Spesso all’interno dei siti web che raccolgono materiali erotici non ci sono sufficienti controlli circa il contenuto condiviso; infatti, secondo un’indagine risalente al 2023 condotta da un centro di ricerca negli Stati Uniti a Los Angeles, la diffusione di contenuti pedopornografici è aumentata del 73% rispetto al 2010. In questo caso è opportuno segnalare ciò che si vede alle forze dell’ordine.
Più recentemente, In Italia, si è scoperto un sito web in cui venivano diffuse immagini a carattere erotico di celebrità e persone comuni, contro la loro volontà e coscienza. Il corpo di polizia postale si è impegnato subito, appena venuto a conoscenza di questo sito, per chiuderlo e per indagarne i gestori.
Questi episodi sono sufficienti per capire che il deus ex machina sarebbe un controllo tecnologico valido rispetto all’accessibilità di questi siti da parte dei minorenni, in quanto l’abuso porta spesso la compromissione della compitezza di un individuo e dell’ottemperanza ai valori morali ed etici. Forse, comunque, varrebbe la pena di non perdersi in questo genere di zizzole, poiché la sessualità andrebbe esplorata con il proprio partner in maniera cosciente, una volta raggiunta l’età adeguata per ciascuno.
Andrea Botti 4C


















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