Quando pensiamo ai Vichinghi, immaginiamo quasi sempre giganti biondi che scendono dalle navi urlando, pronti a spaccare tutto. Ma, dopo aver approfondito un po’ la loro storia, si capisce che c’è molto di più dietro alla leggenda dei guerrieri spietati e senza tanto cervello, poiché erano mercanti, esploratori tenaci e avevano una società molto organizzata, benché violenta.

Una società più “moderna” di altre.

La società norrena era divisa principalmente in tre classi: i Jarl (i nobili/re), i Karl (gli uomini liberi, come contadini e artigiani) e i Thrill (gli schiavi). Stupefacente, per l’epoca, può apparire il ruolo delle donne. Mentre nel resto d’Europa stavano chiuse in casa, le vichinghe potevano divorziare, ereditare terre e, in alcuni casi, combattere. Non erano esattamente “femministe” come le intendiamo oggi, ma avevano una libertà che molte loro contemporanee nemmeno sognavano. Dipende dal fatto che i ruoli sociali dipendevano dal livello di “nobiltà” di una famiglia e dalle capacità reali del capo, o dei suoi membri, indipendentemente dal fatto che fossero maschi o femmine. In un contesto freddo e ostile come il Nord, contava molto anche il lavoro di una buona madre di famiglia mentre il marito e i figli erano in mare per settimane o mesi, lontani da casa.

Berserker: guerrieri quasi fuori controllo.

Nel combattimento i Vichinghi erano abili sulle navi e nella guerriglia rapida, ma i più temuti, soprattutto dai Romani, erano i Berserker, quei guerrieri che nei film combattono senza armatura e sembrano non sentire il dolore. In realtà non sono affatto un’invenzione di fantasia, perché ormai è accertato che esistevano davvero. Si dice che entrassero in uno stato di trance, grazie a delle sostanze vegetali allucinogene e sovrastimolanti, diventando come delle macchine da guerra umane. Dato che, però, perdevano l’uso della ragione a causa delle visioni confuse prodotte da quelle droghe, venivano associati alla figura del cosiddetto “Orso” (Bear o Ber) e si diceva che avessero la forza di dieci uomini, ma avevano anche un amico o aiutante che li spingesse nella giusta direzione durante gli assalti, affinché non facessero strage dei soldati del proprio stesso villaggio e venissero poi recuperati quando, esausti, perdevano di colpo le energie fittizie, cadendo a terra come tramortiti.

Cosa mangiavano.

Nonostante il clima gelido della Scandinavia, la loro dieta era abbastanza varia. Consisteva in grandi porzioni di carne (soprattutto di maiale e manzo), però la base era il pesce, molto presente nel Mare del Nord e che, almeno dall’epoca di Carlo Magno, verrà conservato sotto sale nel formato di stoccafisso. Bevevano tantissimo idromele (una specie di vinello leggero fatto col miele) e birra (anche calda), perché l’acqua spesso non era potabile o risultava troppo gelida. Dato il contesto, erano molto attenti all”igiene personale, perché era facile infettarsi ed ammalarsi, se non si rimaneva almeno puliti quanto basta. Sono, infatti, stati ritrovati parecchi pettini, pinzette e rasoi nelle loro tombe, a dimostrazione che non erano propriamente degli “sporchi barbari”, benché sembrassero così agli occhi dei Greci e dei Romani, che in certe città potevano andare alle terme quasi ogni giorno.

Dalle navi all’America.

La loro storia non è solo una sequenza di saccheggi nei monasteri inglesi dopo la diffusione del cristianesimo. I Vichinghi furono abili ingegneri navali. Grazie ai loro Drakkar, navi agili e resistenti, sono arrivati quasi ovunque: in Russia, a Costantinopoli e persino in America, dove Leif Erikson, figlio del più noto Erik il Rosso, sbarcò quasi 500 anni prima di Colombo, senza ovviamente sapere che si trattasse di un altro continente.

Studiare i Norreni fa capire che non erano solo “i cattivi della storia”, ma un popolo che ha saputo adattarsi a condizioni estreme, creando una cultura ricchissima di saghe, una scrittura non tanto comoda fatta di rune note solo ai sacerdoti e di divinità affascinanti come Odino e Thor (che poi nei fumetti della Marvel sono stati adattati ad un pubblico moderno di ragazzini americani), ma che in origine avevano dei tratti molto crudeli e vendicativi, come si supponeva dovessero essere degli Dei di una regione tanto ostica e piena di insidie.

Pietro Castiglioni 2I

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere