Oh, mio spirto! Quando l’amore sorge:
esca di luce, ingegno fatale.
Nel punto che lo senti già ti scorge
quell’ombra l’occhio tuo la percepiva.
Nel già detto la mente si consuma.
La parola, eco eterna, non viva,
in quel secondo disfatto di spuma
tenti l’amplesso, Desio non s’appaga,
la farfalla d’oro sembra polvere,
sospiro sfarfallante, o assenza,
gherminella, cui Fortuna assiste,
carpe diem che in cenere fa giro.
L’attimo è uno specchio perverso.
Riflessi ardono i sogni baldi.
La pelle del novello amor si fa
vetrina d’eroica e vana muta.
Il cuore alfine il tempo esclude.
L’ombra scende con l’ultimo suo velo.
La Parca quello stesso istante trude
in cenere come foglie dal cielo.
Alice Colombo 4C


















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