Giganti antichi, troppo lucertole,

scuotevano le selve, le pianure.

Regnava il ruggito, viva la guerra,

passo di terremoto, zanna lancia.

 

Inimmaginabili proporzioni

abbattute da noi instancabili

carri armati d’osso e corna, 

titani soltanto per la favella,

poi draghi duellantidiluviani.

 

Lì per innumerevoli eoni,

finché qualche fuoco cadde dal cielo.

Il silenzio improvviso li prese,

solo un’ombra del tempo perduto,

nelle viscere della terraferma

il sogno resta, inamovibile.

Andrea Campoli 4C

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