L’Ombra del tempo.

Per il Tempo, tiranno silenzioso,
consuma la vita, consuma il cuore,
spegne il sorriso, piega la luce,
lascia l’uomo solo con le sue ombre.

Ogni giorno che nasce è già perduto,
ogni ricordo sanguina e geme,
eco di sogni bui, di brama vana.
Bevi le ore: ne lasci cenere
dorata, inganno agli occhi stanchi.

Nessun amore resiste

alla morsa temporale.

Nessuna gioia s’arresta.

Nessuna luce s’avvive.


Perfino il sole che pare eterno
si piega sotto un passo gelido.

Ogni attimo che vive già muore,
non respira prima di arrivare
e l’ombra cresce, lenta e sonora,
dove il giorno sperava di stare.

Non c’è consolazione, né ritorno:
solo il lento disfarsi di ciò che fu,
il silenzio che inghiotte il canto,
la notte che scivola sopra l’ombra,
sottile, sfinita, insaziabile.

E tu, Tempo, regnersti

— freddo, perfetto, crudele —

su ciò che non è stato più,

su quello che non sarà mai,

su ogni sogno che osa fiorire,

su ogni cuore che osa battere.

Arianna Rusconi 4C

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