La finale dell’Eurovision Song Contest 2025 è stata trasmessa il 17 Maggio ed ha ottenuto più di 160 milioni di spettatori. È stata la più inaspettata degli ultimi anni, con risultati imprevedibili e posizioni in classifiche completamente anomale, benché in un’atmosfera generale di alto gradimento.

La serata è iniziata con un filmato delle tre conduttrici, che mostravano il viaggio intrapreso dal trofeo dell’Eurovision per giungere fino a Basilea, la città ospitante del Contest. Successivamente, si è esibito il vincitore svizzero della scorsa edizione, Nemo, mimetizzato in un improbabile abbigliamento bianco che, forse, non ha valorizzato del tutto il suo brano vincente The Code, per poi dare inizio alla famosa “flag parade” dei vari paesi giunti in finale.
Dopo un breve intermezzo musicale con bande e tamburi, sono salite sul palco le conduttrici, che in questa serata erano tre: Hazel Brugger e Sandra Studer, le stesse delle semifinali, con l’aggiunta della conosciutissima Michelle Hunziker, la quale ha anche fatto un richiamo a tutti gli italiani nel mondo, parlando proprio in italiano.
Di seguito, sono stati mostrati tutti i codici dei 26 paesi in gara ed è stata pronunciata la frase che ogni Eurofan aspetta per un anno: “Let the Eurovision Song Contest begin!”

Il primo Paese ad esibirsi è stata la Norvegia di Kyle Alessandro, con la sua Lighter, mentre a chiudere le esibizioni ci hanno pensato gli italo-albanesi Shkodra Elektronike, con la loro ipnotica Zjerm: un’ottima scelta per concludere la parte musicale. Lucio Corsi si è esibito per 14°, subito dopo la finlandese Erika Vikman, ed ha lasciato nuovamente un’impronta nell’intero contest, con la sua genuina armonica e l’inconfondibile unicità che contraddistingue lui e il suo brano. Gabry Ponte, che sventolava la bandiera di San Marino nonostante il ritornello inneggiante all’Italia, si è invece esibito per 25esimo, una posizione eccellente per una canzone dance, che ha fatto saltare molti sui divani.
Concluse le esibizioni, sono stati mostrati nuovamente i codici di voto, per poi dare inizio agli “interval acts”.

In primis, si sono esibiti Peter, Sue e Marc, con la canzone Io senza te, la quale ha rappresentato la Svizzera nel 1981: un ottimo elogio della parte italofona della Svizzera, che spesso viene fin troppo trascurata. Spostandoci nella zona francofona della Confederazione, Paola ha cantato la sua canzone Cinéma, che ha rappresentato la Svizzera nel 1980. Per includere tutte le parti della confederazione, si è poi esibito il tedescofono Luca Hänni con la sua She got me, arrivata 4° per la Svizzera nel 2019.
Non si poteva non includere anche Gjon’s Tears e la sua malinconica Tout l’univers, che ha fatto sventolare la bandiera della Svizzera nel 2021, giungendo al terzo posto.
Cambiando completamente argomento, è stata poi fatta una sorta di “battle” tra Baby Lasagna, arrivato secondo l’anno scorso per la Croazia, e Käärijä, il finlandese arrivato secondo nel 2023. Secondo l’antica tecnica del Rinfaccio dugentesca, hanno proposto delle parti delle loro canzoni dell’Eurovision, per poi concludere con una “fusione” di un loro brano, Eurodab, sovrapponendosi a vicenda per testimoniare che lo scontro era solo un “gioco di bravure” e non uno scontro bellicoso. Un momento che ha divertito tutti e ha tolto quell’ansia che scaturisce sempre prima dell’annuncio dei voti delle giurie.
Gioia interrotta, però, dall’esibizione finale sempre di Nemo, che ha interpretato la sua nuova canzone Unexplainable, la cui esibizione quasi in lingerie ha messo a disagio molti spettatori, che hanno affermato di esserne stati abbastanza inquietati anche per il messaggio di chiara ambiguità sessuale. È il secondo anno di fila in cui, ironicamente, l’esibizione del precedente vincitore lascia alquanto sconvolti gli Eurofans.

Chiusa questa parentesi, era finalmente giunto il momento dei voti delle giurie. La prima ad annunciare i suoi “twelve points” (dodici punti, il massimo dei punti) è stata quella della Svezia, Paese ospitante dell’edizione scorsa, che li ha dati all’Austria di JJ. L’ultima giuria è stata quella svizzera, che ha donato il massimo dei punti proprio all’Italia di Lucio Corsi.
L’Austria e l’Italia sono stati, infatti, i due Paesi che hanno ricevuto il maggior numero di Dodici Punti dalle giurie: rispettivamente 8 e 6. Seguono Francia, Grecia, Svizzera, Lettonia, Germania, Finlandia, Albania, Svezia, Armenia e Regno Unito. Quest’ultimo ha ricevuto, inaspettatamente, il punteggio massimo proprio dalla giuria italiana, che ha avuto come portavoce l’icona televisiva di Topo Gigio, il primo portavoce non umano nella storia dell’Eurovision.
La classifica delle giurie si è, dunque, chiusa con una Top 3 d’onore: al primo posto l’Austria con 258 punti, al secondo la Svizzera con 214 ed al terzo la Francia con 180. Lucio Corsi ha raggiunto il quarto posto con 159 punti, delusione invece per Gabry Ponte e San Marino, posizionato 25esimo con 9 punti. Ultima l’Islanda con zero punti.

Se le giurie avevano stilato una classifica che tutti gli Eurofans si sarebbero aspettati, ci hanno pensato i punteggi del tele-voto a ribaltare tutto, poiché sono stati i voti più inspiegabili delle ultime edizioni dell’ESC. La Svizzera, arrivata seconda nelle giurie, ha ricevuto zero punti dal pubblico, pur essendo inizialmente molto apprezzata. Zero anche per il Regno Unito, come l’anno scorso. Malta, una delle favorite dei fans, ha ricevuto solo 8 punti; idem la Spagna con 10 punti e la Norvegia con “solo” 67. Hanno lasciato tutti attoniti anche i 42 punti ai Paesi Bassi e i 50 alla Francia, i quali si pensava sarebbero stati dei possibili vincitori anche per il vasto pubblico. L’Italia è giunta, inaspettatamente (ma in positivo), decima nel tele-voto, con 97 punti, ponendosi in quinta posizione nella classifica generale. Seconda l’Estonia di Tommy Cash, con 258 punti e, tra moltissime inevitabili polemiche, primo Israele con 297 punti.
Il vincitore era, quindi, uno tra Israele ed Austria: quest’ultima ha ricevuto dal pubblico ben 178 punti, raggiungendo un totale di 436 punti, che l’hanno posta al vertice della classifica generale.

Wasted Love dell’austriaco JJ è, dunque, diventata la canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2025 ed ha reso tutti gli Eurofans gioiosi, poiché temevano una vittoria di Israele, che nel periodo attuale non sarebbe stata per niente accettata, ma soprattutto per la rara qualità vocale del controtenore JJ, che meritava la vittoria fin dal primo ascolto per la limpidezza dei suoni che è in grado di produrre con la voce.
Di seguito la classifica finale:

1° Austria– 436
2° Israele– 357
3° Estonia– 356
4° Svezia– 321
5° Italia– 256
6° Grecia– 231
7° Francia– 230
8° Albania– 218
9° Ucraina– 218
10° Svizzera– 214
11° Finlandia– 196
12° Pasi Bassi– 175
13° Lettonia– 158
14° Polonia– 156
15° Germania– 151
16° Lituania– 96
17° Malta– 91
18° Norvegia– 89
19° Regno Unito– 88
20° Armenia– 72
21° Portogallo– 50
22° Lussemburgo– 47
23° Danimarca– 47
24° Spagna– 37
25° Islanda– 33
26° San Marino– 27

Dopo la controversa vittoria di Conchita Wurst nel 2014, l’Eurovision tornerà quindi ad essere ospitato in Austria. Il brano che l’ha reso possibile, pur parlando di un amore “buttato”, è riuscito a non gettarsi in nessuna delle banalità esecutive che hanno relegato alcune esibizioni agli ultimi posti, dimostrando che ogni tanto il talento vale più della “svendibilità” pubblicitaria.

       Niccolò Arpelli 3C

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