L’Eurovision Song Contest si è tenuto a Basilea, in Svizzera, nelle date del 13, 15 e 17 di Maggio, nella St. Jakobshalle Arena. Un’edizione che ha lasciato il fiato sospeso fino alla fine, rendendola quasi certamente memorabile. Breve riassunto delle due semifinali.
Prima semi-finale:
Si è svolta il 13 Maggio ed è stata aperta dalle due conduttrici Hazel Brugger e Sandra Studer. Paesi in gara: Islanda, Polonia, Slovenia, Estonia, Ucraina, Svezia, Portogallo, Norvegia, Belgio, Azerbaijan, San Marino, Albania, Paesi Bassi, Croazia e Cipro. Facenti parte dei Big 5 e, dunque, già qualificati per la finale, si sono esibiti anche la Spagna, l’Italia e la Svizzera, il paese ospitante.
Le canzoni sono state apprezzate dagli Eurofans, che hanno potuto osservare “stages” rivoluzionari e sentire un’esplosione di generi musicali abbastanza diversi. L’Islanda ha aperto la serata nel migliore dei modi, con una performance energica e scoppiettante, mentre Cipro ha stupito tutti, chiudendola con uno stage mai visto prima all’Eurovision: una vera e propria rappresentazione dell’Uomo Vitruviano in chiave moderna, sottolineando la mania di perfezionismo tipica di questa società. Notevolmente apprezzate, soprattutto, le performances di Polonia, Svezia, Belgio e Albania.
Menzione onorevole per Lucio Corsi, che è stato il primo artista della storia dell’Eurovision a suonare uno strumento musicale dal vivo: la sua iconica armonica. Il regolamento dell’ESC, infatti, prevede il canto live, ma non permette agli artisti di suonare in diretta. Lucio ha, invece, deciso di trasformare l’Eurovision in un suo concerto, portandovi una piccola rivoluzione musicale per rendere la competizione meno “palstificata”.
Dopo la gara, è stato aperto il tele-voto e sono iniziati gli “interval acts”. Il primo di questa edizione è stato dedicato interamente alla Svizzera: tramite l’uso di stereotipi e luoghi comuni, le due presentatrici hanno intonato una canzone a proposito di tutto ciò che gli svizzeri hanno creato, partendo dal famosissimo coltellino svizzero, fino ad arrivare proprio all’Eurovision, ideata a Lugano nel 1956. Si parla, inoltre, della storia della Svizzera, passata dalla denominazione “Elvezia” e da una discreta povertà montanara, all’evoluzione in uno dei Paesi più ricchi d’Europa e più avanzati, con anche una parte di elogio a Guglielmo Tell, l’eroe della sua lontana indipendenza. E’ stato interpretato da Petra Mede, presentatrice della scorsa edizione del Contest a Malmö, nonché icona dell’ESC.
Il momento più toccante è stata la proiezione di un video di Céline Dion, vincitrice per la Svizzera nel 1988, che ha ringraziato tutti gli Eurofans e l’Eurovision per aver cambiato la sua vita e per averla sempre supportata, anche durante l’ultimo periodo segnato da gravi problemi di salute che le hanno impedito di partecipare come ospite. Al suo posto ed in suo onore, è stata cantata la sua canzone trionfante “Ne partez-pas sans moi” da Silvester Belt (Lituania 2024), Iolanda (Portogallo 2024), Marina Satti (Grecia 2024) e Jerry Heil (Ucraina 2024).
Terminato questo toccante intermezzo, sono stati annunciati i 10 finalisti della serata:
1° Ucraina- 137 punti
2° Albania- 122 punti
3° Paesi Bassi- 121 punti
4° Svezia- 118 punti
5° Estonia- 113 punti
6° Islanda- 97 punti
7° Polonia- 85 punti
8° Norvegia- 82 punti
9° Portogallo- 56 punti
10° San Marino- 46 punti
11° Cipro- 44 punti
12° Croazia- 28 punti
13° Belgio- 23 punti
14° Slovenia- 23 punti
15° Azerbaijan- 7 punti
Il primo posto per l’Ucraina ha fatto molto discutere. Ottimo risultato per l’Islanda e San Marino, che non si qualificavano rispettivamente da 2 e 3 anni; mentre completamente inaspettata la qualificazione del Portogallo, che tutti davano sicuramente per non qualificato. Sorprendenti in maniera negativa Cipro e Belgio, che, pur con performances ben riuscite e canzoni apprezzate dagli Eurofans, non sono riusciti a passare il turno.
Seconda semi-finale:
Si è tenuta il 15 Maggio ed è stata aperta sempre dalle due conduttrici Hazel Brugger e Sandra Studer. Paesi in gara: Australia, Montenegro, Irlanda, Lettonia, Armenia, Austria, Grecia, Lituania, Malta, Georgia, Danimarca, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Israele, Serbia e Finlandia. Si sono, poi, esibiti, i rimanenti 3 paesi dei Big-5; Regno Unito, Francia e Germania.
Anche durante questa semi-finale, il pubblico si è divertito molto a seguire le esibizioni e ad ascoltare le canzoni. Un inizio molto iconico ed ironico con l’Australia di Go-Jo, che ha portato un suo sgangherato divertimento, ed un finale ancora migliore con la Finlandia di Erika Vikman, cantante travolgente ed impattante, che ha risvegliato tutti, nonostante l’ora tarda. Largamente apprezzate anche le esibizioni dell’Austria, di Malta e della Grecia. In tutt’altra situazione si sono ritrovati Israele e la sua rappresentante Yuval Raphael, la quale è stata sommersa di fischi durante tutto il corso dell’esibizione (come successe anche lo scorso anno), con tanto di sventolamenti di bandiere palestinesi.
Tra i tre dei Big-5, ha commosso la performance della Francia di Louane; mentre ha fatto ballare tutti l’esibizione della Germania, nonostante l’estrema ripetitività del branetto.
L’ “interval act” successivo ha trattato del tempismo perfetto caratteristico degli svizzeri e della nascita degli orologi, un ottimo modo, benché scontato, per farsi pubblicità. Quindi, sono state mostrate delle interviste condotte da Hazel Brugger a dei passanti nelle strade di Basilea, per rendere la serata più serena e spensierata.
Il momento più iconico, ma anche impattante, sono state, però, le quattro esibizioni di altrettanti cantanti che avrebbero dovuto rappresentare il proprio Paese nel 2020, ma che non avevano potuto a causa della cancellazione del Contest (hanno, però, partecipato tutti all’edizione del 2021 con canzoni diverse). Il primo è stato lo svizzero Gjon’s Tears con la sua lenta ballad “Repondez-moi”; successivamente si è passati ai lituani The Roop con “On fire”, canzone ritenuta possibile vincitrice del ESC 2020, se non fosse stato annullato; la terza esibizione è stata di Efendi (Azerbaijan) e la sua “Cleopatra”, che ha incantato tutti per l’ottima rappresentazione della cultura egiziana (come suggerisce il titolo); infine, la maltese Destiny con la sua “All of my love”, per concludere in bellezza.
Conclusi gli “interval acts”, sono stati annunciati i restanti 10 paesi finalisti:
1° Israele- 203 punti
2° Lettonia- 130 punti
3° Finlandia- 115 punti
4° Grecia- 112 punti
5° Austria- 104 punti
6° Lituania- 103 punti
7° Lussemburgo- 62 punti
8° Danimarca- 61 punti
9° Malta- 53 punti
10° Armenia- 51 punti
11° Australia- 41 punti
12° Repubblica Ceca- 29 punti
13° Irlanda- 28 punti
14° Serbia- 28 punti
15° Georgia- 28 punti
16° Montenegro- 12 punti
Anche in questo caso, il primo posto ha fatto molto discutere, soprattutto a causa della situazione attuale di Israele, che ha portato i fans a pensare che quei 203 punti fossero tutti falsi. Risultato incredibile per la Lettonia, che non si riteneva adatta a qualificarsi, ma che è riuscita a raggiungere il secondo posto nella semi-finale. Ottimo risultato per la Danimarca, che è tornata a qualificarsi alla finale dopo 5 anni di tentativi mancati. Delusione per Australia e Repubblica Ceca, che non hanno strappato il biglietto per la finale, nonostante le alte aspettative dei fans.
Come si può notare, dunque, sono state due semi-finali ricche di sorprese, sia in positivo, sia in negativo.
Niccolò Arpelli 3C


















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