Steve Cutts è un illustratore ed animatore britannico, noto per le sue opere satiriche e critiche verso la società moderna. Nato a Londra, ha studiato Belle Arti, laureandosi al London College of Communication. Dopo la laurea, ha lavorato come illustratore in un’agenzia pubblicitaria, dove ha sviluppato la sua abilità nel creare contenuti visivi accattivanti e d’impatto immediato. Usa una mescolanza di elementi tipici dell’animazione tradizionale e digitale, ispirandosi ai cartoni animati degli anni ’30 e ’40. Le sue illustrazioni o i cortometraggi ritraggono una visione cupa e grottesca della società, evidenziando le contraddizioni ed i problemi del mondo contemporaneo.

Le sue opere più significative sono: In the fall (2011), Man (2012), Any time is an ice cream time (2013), Are you lost in the world like me (2016), Where are they now (2016), Happiness (2017) e The turning Point (2020).

“In the fall” è un cortometraggio intenso: un uomo cade da un grattacielo e, durante la caduta, inizia a ricordare le proprie scelte sbagliate e discutibili (un po’ alla stregua di Ragazza che Precipita di Buzzati). Mano a mano che scende, il protagonista riflette sulla propria vita e diventa evidente il suo senso di rimpianto.

“Man” fornisce una critica incisiva e pungente sul comportamento dell’essere umano nei confronti della natura. Da quando il primo uomo appare sulla Terra, inizia ad agire in modo sempre più distruttivo, strappando fiori e uccidendo insetti. Col tempo, inizia a cacciare animali fino a portarli all’estinzione, inquina fiumi e abbatte alberi, fino a trasformare la Terra in un cumulo di rifiuti e macerie.

“Any time is an ice cream time” offre un’aspra satira sulla dipendenza dal cibo spazzatura e sull’ossessione per il consumo eccessivo. Un uomo insoddisfatto e triste riesce a trovare conforto solo nel gelato. Guarda costantemente pubblicità che lo spingono a mangiarne sempre di più. Vorrebbe poter smettere, ma non ci riesce e la vera vittima diventa il suo corpo.

“Where are they now?” è una serie di illustrazioni in cui Cutts immagina, metanarrativamente, cosa sia successo ai personaggi iconici dei cartoni animati degli anni ’80 e ’90, raffigurandoli in scenari moderni e cupi.

“Happiness” esplora temi come il consumismo, la conformità sociale e l’insoddisfazione cronica di una società paragonata ad una massa di ratti (come nel Pifferaio di Hamelin o nello Schiaccianoci di Čajkovskij).

“The turning point” mostra il punto di svolta, un ribaltamento della situazione politica, sociale e ambientale della Terra.

Lo stile di Steve Cutts, pertanto, può essere definito come satirico, oscuro e critico nei confronti della modernità, governata dal consumismo e dalla dipendenza dai social-media. L’animazione richiama l’estetica dei cartoni degli anni ’80 e ’90. In molte delle sue creazioni, Cutts adotta una prospettiva cinica e distopica, con rappresentazioni che enfatizzano l’aspetto grottesco delle abitudini sociali umane.

Le sue opere lasciano un impatto profondo su chi le fruisce, stimolando una riflessione sulle abitudini quotidiane e sulle strutture sociali moderne, perché lo spettatore tende naturalmente a confrontare ciò che sta vedendo con la sua realtà circostante.

Arianna Rusconi 3C

 

 

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