La finale dell’Eurovision Song Contest 2024 è stata trasmessa l’11 maggio ed è stata, probabilmente, la finale più contestata, disprezzata ed ardua da quando è stato creato questo progetto musicale.
I problemi, infatti, sono persino iniziati il giorno prima, il 10 maggio, e riguardano due paesi in particolare: l’Italia e i Paesi Bassi.
Per il Bel Paese tutto ha avuto inizio subito dopo la fine della seconda semi-finale: nel momento in cui stavano concludendo i “titoli d’autore”, la RAI ha fatto apparire sullo schermo i risultati del tele-voto italiano con le relative percentuali. All’Eurovision, però, è severamente vietato pubblicare i risultati delle semi-finali prima della fine della finale e ciò ha messo i bastoni tra le ruote alla RAI, ad Angelina e all’Italia come partecipante. In primis, l’EBU, il 10 maggio, ha affermato che avrebbe ammonito il Paese per questo fatto, senza però specificare in che modo. Successivamente, i “fans” hanno iniziato a provare un certo disprezzo per il Nostro Paese, dato che dai risultati è emerso che i 12 punti italiani (il massimo dei punti) erano andati proprio ad Israele, Paese che molti non volevano nemmeno vedere come partecipante quest’anno. Molti hanno, dunque, pensato che l’Italia fosse a favore di questa partecipazione, decidendo di non supportarla tanto quanto prima e ponendola in una situazione di svantaggio.
Il secondo caso è uno dei casi più sconcertanti e ha fatto ribollire di rabbia quasi tutti gli Eurofans. Il 10 Maggio, infatti, il cantante olandese Joost Klein avrebbe minacciato o, secondo alcuni report, aggredito, una fotografa svedese. Quest’ultima, infatti, era probabilmente in procinto di scattargli una foto; il cantante, però, avrebbe ribadito di non voler essere ripreso e, accortosi che la sua richiesta non stava venendo rispettata, avrebbe fatto fare un passo falso alla fotografa, che l’avrebbe denunciato. Tutto ciò è stato fonte di studio da parte delle autorità e dell’EBU, che poco prima della finale ha deciso di squalificare i Paesi Bassi. Ne è scaturito stupore (negativo) e un odio profondo verso l’EBU, visto che Europapa era una delle canzoni più apprezzate e Joost uno degli artisti più amati.
Non c’è, però, ancora nulla di certo, in quanto le autorità hanno rilasciato poche, vaghe informazioni e in quanto AVROTOS, l’emittente televisivo olandese, ha proposto una diversa realtà dei fatti.
Fu così una finale con 25 paesi in gara, invece di 26, che è stata attraversata da momenti di spensieratezza, ma anche di disapprovazione.
È iniziata con un brevissimo discorso della regina della corona svedese, Vittoria, che ha augurato una buona visione e a tutti i partecipanti una buona fortuna. Successivamente, si è esibito il cantante Björn Skifs con Hooked on a feeling, per poi aprire l’amata “flags parade”, in cui vengono presentati tutti i paesi e i cantanti partecipanti.
Dopo una parte introduttiva e di spiegazione delle conduttrici Malin Åkerman e Petra Mede, il tele-voto è stato fatto partire e così anche la gara. I primi ad esibirsi erano proprio gli svedesi Marcus&Martinus con la loro Unforgettable, mentre a chiuderla ci ha pensato l’Austria con Kaleen e We will rave. Le esibizioni sono state tutte quasi identiche a quelle delle semifinali e sono continuati i fischi di protesta durante quella di Israele, che sono però stati coperti da applausi finti per chi ascoltava da casa.
Dopo le canzoni, sono stati rimostrati tutti i codici dei paesi per votare ed è iniziata la parte più “leggera” della serata: gli “interval acts”.
I primi ospiti sono stati gli Alcazar, che hanno ricantato la loro hit Crying at the discoteque, facendo ballare tutta l’arena. Di seguito, uno degli “acts” più iconici di quest’anno: Conchita Wurst, la vincitrice per l’Austria nel 2014, la svedese Charlotte Perrelli, vincitrice nel 1999, e Carola, vincitrice sempre per la Svezia nel 1991. Hanno interpretato e cantato in chiave moderna lo storico brano degli Abba Waterloo, in occasione dei 50 anni dalla loro vittoria, avvenuta nel 1974, nonché la prima della Svezia all’Eurovision.
L’atmosfera, però, è divenuta più caotica quando è ritornata la vincitrice dell’anno scorso, la svedese Loreen, per cantare il suo brano Tattoo in formato più malinconico. Purtroppo, questa esibizione è stata ritenuta una delle più brutte e noiose mai avute nell’ESC, e la scenografia è stata fortemente disprezzata: molti, infatti, hanno affermato che Loreen sembrava fosse seduta su un vasino, circondata da carta igienica srotolata. Un’immagine abbastanza surreale per un Song Contest, ma anche involontariamente comica.
Non è, però, stato difficile dimenticarla, perché a seguire si è dato il via alla parte più importante della serata: le votazioni delle giurie professionali dei vari Paesi in gara e i risultati del tele-voto. Come ogni anno, l’inizio è stato annunciato dal supervisore esecutivo dell’Eurovision, Martin Österdahl, che, invece che da applausi, è stato anch’egli accolto da urli e forti fischi, dovuti alla decisione dell’EBU di squalificare i Paesi Bassi.
Superato questo rapido momento di disprezzo, la prima giuria, quella ucraina, ha annunciato i suoi punteggi e i primi dodici punti della serata, che sono andati alla Svizzera di Nemo, per poi finire con la giuria svedese, che ha dato a sua volta i dodici punti alla Svizzera. Quest’ultimo, infatti, è stato il paese che ha ricevuto più Dodici Punti dalle giurie, ben 21 volte su 37, portandolo in cima alla classifica, con ben 365 punti, il secondo punteggio più alto mai dato dalle giurie nella storia del Contest. Al secondo posto, con un distacco impressionante, la Franca di Slimane, che ha ricevuto 218 punti, e al terzo la Croazia dell’amatissimo Baby Lasagna, con 210 punti. L’Italia ha chiuso al quarto posto con 164 punti, una posizione alta, ma non quanto ci si aspettava inizialmente; infatti, Angelina non ha ricevuto i Dodici Punti da nessuna giuria, portando a pensare che l’ammonizione all’Italia avrebbe potuto essere stata una riduzione dei punti da parte delle giurie. Sorprendente risultato per l’Irlanda che, pur con una canzone mistica e dark, un genere poco adatto a delle giurie professionali, è arrivata al sesto posto, con 142 punti. All’ultimo, invece, si è posizionata l’Estonia, con 4 punti, come da previsioni dei cantanti estoni.
Non si è concluso tutto così, perché mancavano ancora gli importantissimi punteggi da parte del tele-voto, che avrebbero potuto ribaltare completamente la classifica. Si è trattato di un tele-voto “bizzarro”, perché molti punteggi erano tra i più inaspettati degli ultimi anni, come i quattro punti alla Norvegia o i cinque all’Austria, inizialmente entrambe molto amate, soprattutto la seconda. All’ultimo posto del tele-voto è arrivato, però, il Regno Unito di Olly Alexander, che ha ottenuto il temuto zero punti.
Un punteggio molto discusso è stato, ovviamente, quello di Israele, che ha ottenuto il secondo punteggio più alto dal tele-voto, con 323 punti, ma che a molti sono sembrati punti “falsati”, dati solo perché si sapeva che il tele-voto non avrebbe supportato lo Stato Ebraico.
Al terzo posto per il tele-voto si è posizionata l’Ucraina, con 307 punti, mentre l’Italia è arrivata settima con 104 punti. A stravincere il tele-voto è stato il croato Baby Lasagna, che ha ricevuto ben 337 punti, uno dei punteggi più alti mai dati dagli Eurofans.
La contesa finale era, dunque, tra la Croazia, arrivata prima nel tele-voto, e la Svizzera, vincitrice per le giurie. Quest’ultima ha ottenuto 226 punti, ponendosi quinta nel tele-voto, ma prima nella classifica generale dell’Eurovision.
La Svizzera di Nemo, con la sua The Code, è stata quindi il Paese vincitore dell’Eurovision Song Contest 2024, con un totale di 591 punti nella classifica finale, seguita dalla Croazia con 547 punti e dall’Ucraina con 453 punti. Quest’ultimo è stato un punteggio molto iconico: l’Ucraina si era infatti esibita per seconda, lo “spot” apostrofato come “maledetto” dagli Eurofans, a causa del fatto che nella storia dell’Eurovision nessun paese esibitosi per secondo è mai andato bene coi punteggi. L’Ucraina, invece, quest’anno ha rotto questa supposta maledizione.
L’Italia ha chiuso settima, con 268 punti, a soli dieci punti dal sesto posto dell’Irlanda.
Di seguito, la classifica finale:
1° Svizzera– 591
2° Croazia– 547
3° Ucraina– 453
4° Francia– 445
5° Israele– 375
6° Irlanda– 278
7° Italia– 268
8° Armenia– 183
9° Svezia– 174
10° Portogallo– 152
11° Grecia– 126
12° Germania– 117
13° Lussemburgo– 103
14° Lituania– 90
15° Cipro– 78
16° Lettonia– 64
17° Serbia– 54
18° Regno Unito– 46
19° Finlandia– 38
20° Estonia– 37
21° Georgia– 34
22° Spagna– 30
23° Slovenia– 27
24° Austria– 24
25° Norvegia– 16
L’ultima vittoria della Svizzera risale al 1988 con Céline Dion, un’artista che comunque oggi consideriamo canadese, ma, dopo ben 36 anni, l’Eurovision tornerà ad essere ospitato dal Paese dei Monti e dei Laghi, che è riuscito a rompere il codice per trovare la canzone vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2024: The Code di Nemo.
Niccolò Arpelli 2C


















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