Di mattina contro il cuore
sole limpido e radente,
che accarezza i metalli
strizzocchiando il guidatore
dietro il vetro contundente.
Li lucida come gioielli,
modellandone i contorni
in sagome del tutto nuove.
Di abbacinanti coltelli
che trapassano gli inverni
con un disagio che commuove
per la speranza che infonde:
immotivata, vegetale,
verso infondati altrove,
inesorabilmente grande.
L’estate non sarà speciale
come nell’immaginazione
e converrebbe il presente,
nonostante sembri banale
questa distratta comunione
di luce, alberi e gente.
prof. Simon Carù


















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