Finalmente il pimo paziente su cui è stato impianato il chip Neuralink, Noland Arbaugh, racconta la sua esperienza a distanza dall’intervento, in una diretta su X e altri social-media.

Come si è svolta l’operazione

Secondo il paziente, è stata un successo, non è risultata invasiva e, dopo solo un giorno in ospedale, si è ripreso totalmente, senza avvertire particolari sintomi dopo l’inserimento del chip cerebrale.

Come ha imparato a sfruttare appieno le potenzialità del chip

All’inizio, dice Nolan, utilizzare l’impianto risultava abbastanza complicato e il processo per elaborare una risposta era lungo, poichè doveva concentrarsi su ciò che voleva che il cursore facesse usando la sua immaginazione, fingendo di muoverlo; ora, dopo numerosi giorni di prova, riesce a muovere il cursore soltanto pensando a dove questo dovesse muoversi o cliccare, limitando anche i tempi di risposta del cursore.

Per cosa viene usato principalmente il chip

Per ora Nolan riesce a usare completamente le risorse di un computer utilizzando la sua mente e, grazie al chip, riesce a usarlo senza l’aiuto di nessuno, come prima era costretto a fare. Grazie all’impianto, sta imparando nuove lingue, quali il giapponese e il francese, e riesce a giocare a scacchi e ad altri video-games che prima non poteva usare perché paralizzato dalle spalle in giù a causa di un incidente.

Quali pensa che siano gli svantaggi

Gli svantaggi, secondo Nolan, sono solo alcune limitazioni che nel tempo, grazie allo sviluppo del progetto, si potranno vanificare, come:

  • Il problema della ricarica, ora troppo lunga, che deve essere necessariamente eseguita da una postazione fissa
  • Non si può ancora interagire con una tastiera, perciò ogni lettera va digitata tramite una tastiera virtuale con l’utilizzo del cursore del mouse
  • Purtroppo è il primo modello testato su un essere umano, perciò le risorse del chip sono ancora limitate, date le grandi potenzialità di questo che nel tempo, spera Nolan, verranno ampliate tramite modelli e sviluppi più avanzati del progetto.

Alla fine della diretta, Nolan afferma che ora può fare molto più di ciò che poteva fare prima dell’operazione, è molto contento che Neuralink si stia sviluppando ulteriormente e spera che in futuro molte persone come lui possano approfittare di questa nuova tecnologia per migliorare le loro condizioni, limitando i danni delle rispettive patologie.

Samuele  Gazerro 1E

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