Come è noto, Sherlock Holmes è un personaggio di fantasia ideato da Sir. Arthur Conan Doyle, uno scrittore nato nel 1859 in Scozia. Dopo aver studiato medicina all’Università di Edimburgo, si laureò nel 1881, ma decise di lasciare la carriera medica per dedicarsi alla letteratura.

È considerato tra i fondatori del genere “Giallo” perché il suo Sherlock Holmes è la persona a cui pensiamo quando leggiamo la parola “detective”: è l’investigatore privato per eccellenza. Influenzò per sempre il genere giallo ed investigativo ed oltre ad essere protagonista di svariati libri, lo è stato anche di molte trasposizioni cinematografiche, dai film in bianco e nero, fino a creazioni contemporanee.

Accanto a lui, Conan Doyle inserisce un fidato collaboratore: un medico militare di nome John Watson. Nel primo racconto “Uno studio in rosso” vediamo per la prima volta i due risolvere un caso intricato, che rappresenta anche il primo episodio dell’omonima serie contemporanea della BBC, dove Watson è un medico militare che ha partecipato alla guerra in Afghanistan. Particolare rilevante perché, durante il loro primo incontro, vedendo Watson zoppicare, Sherlock gli domanda: “Afghanistan o Iraq?” Quindi il detective è in grado di notare anche dei minimi particolari, che lo conducono immediatamente ad un’ipotetica soluzione e a porre domande ben precise. I due sono diventati subito buoni amici e “Lo studio in rosso” sarà solo il primo di una moltitudine di vicissitudini insieme.

Watson è il narratore delle storie perché il suo carattere buono e semplice permette ad ognuno di noi di immedesimarsi in un assistente del famoso detective. Inoltre, a differenza di Sherlock, Watson ha una moglie, Mary Morstan, anch’essa medico, con la quale avrà una figlia: Rose Watson. Sherlock non ha relazioni stabili per comodità di trama. Le intraprende solo per un doppio fine, perché il suo cuore viene colpito solo da una donna, Irene Adler, con la quale il rapporto sarà sempre ambiguo. Sherlock ha idee molto chiare sui sentimenti, che infatti definisce “Un difetto chimico della parte che perde”.

Sherlock e Watson sono la coppia alla quale, in modo implicito, si fa riferimento ogni volta che due personaggi sono connessi da un legame profondo, uno la spalla dell’altro, ad esempio, come Dottor House e Wilson nella serie “Dottor House”, oppure Spock e Kirk in Star Trek .

Conan Doyle sceglie per i due la residenza al 221B di Baker Street a Londra,  oggi adibita a museo visitabile per turisti ed appassionati. L’appartamento dove Sherlock risolve i suoi casi presenta molti particolari riconducibili a vicende avvenute in storie passate, come lo smile giallo disegnato su una delle pareti della stanza: nell’ultimo episodio della prima stagione della serie della BBC, annoiandosi, Sherlock decide di disegnare una faccina gialla sul muro ed usarla come bersaglio per affinare le sue abilità con la pistola. Oppure, all’interno del frigo si trovano parti di cadaveri grazie ai quali Sherlock sta conducendo degli studi. Ma anche sopra al camino si trova una pila di foglietti trafitti da un coltello: sono i casi che Sherlock non è riuscito a risolvere.

   

L’autore ha anticipato di un secolo quelle che oggi sono considerate le moderne procedure standard di scienza forense, come la balistica, la perizia calligrafica, l’ispezione della scena del crimine, lo studio delle impronte digitali, o l’autopsia ed altre analisi di laboratorio. Quindi l’approccio scientifico che si adotta anche oggi di fronte ad una scena del crimine. Holmes è un mago del travestimento, poiché effettua le prime operazioni sotto copertura, ed oggi molte persone che operano nell’ambito investigativo ammettono di ispirarsi a Sherlock e di aver letto i racconti del suo autore.

Contendendosi con Dracula il ruolo di personaggio immaginario più rappresentato sul grande schermo, Holmes è addirittura entrato nel Guinness dei Primati come “personaggio più rappresentato”. A vestirne i panni sul grande schermo sono stati oltre 70 attori diversi e la lista continua ad allungarsi. La prima rappresentazione al cinema è una serie di brevi film in bianco e nero, realizzati dal 1921 al 1923. Le prime trasposizioni risalgono i film muti, per poi passare al colore, fino ai riadattamenti più contemporanei come la serie della BBC, dove Benedict Cumberbatch veste i panni di Sherlock e Martin Freeman interpreta il Dr. Watson.

La sua astuzia deduttiva ed il suo personaggio complesso continuano ad essere studiati ed ammirati da lettori di tutto il mondo; infatti i libri di Sherlock Holmes sono, dopo la Bibbia, i più tradotti al mondo, anche per la chiara scrittura senza troppe contorsioni sintattiche e con un lessico decisamente abbordabile. In una delle sue interviste, Conan Doyle racconta che non tutti sono consapevoli che Sherlock sia un personaggio di fantasia: la bravura dell’autore nel creare un protagonista così realistico e completo è tale che lo ha reso un personaggio quasi storico agli occhi dei lettori più ingenui, con una nascita ed una morte in date ben precise.

Le vicissitudini del detective e dell’universo che gli gira attorno influenzeranno ancora la Storia della Letteratura, espandendo senza dubbio una fama mondiale che non accenna declino.

Anna Grazioli 3H

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