La notte del 18 gennaio segna un capitolo storico per gli appassionati di esplorazione spaziale, con il lancio della missione Ax-3 dal Pad 39 A del Kennedy Space Center. Nome in codice ‘Voluntas’, è una testimonianza all’impegno internazionale (e, in questo caso, soprattutto europeo), ad avanzare il progresso e la ricerca spaziale.

Il team di astronauti è tutto europeo: guidato dal comandante spagnolo Michael López-Alegría, veterano della NASA, con il pilota Walter Villadei dell’Aeronautica Militare Italiana, il  turco Alper Gezeravcie e lo svedese Marcus Wandt dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). L’importante ruolo del nostro connazionale sottolinea l’importanza del nostro Paese nell’operazione, delineata anche dal ruolo di varie aziende italiane, come Gvm Assistance di Ravenna, che monitorerà le condizioni fisiche degli astronauti per ricavare dati sugli effetti dello spazio sulla fisiologia umana, o Spacewear, startup marchigiana che ha sviluppato le tute che gli astronauti indosseranno all’interno della ISS.

‘Voluntas’ è il nome latino scelto per questa missione, nella quale sono previsti circa trenta esperimenti a cui i quattro europei lavoreranno per i 14 giorni che trascorreranno sulla Stazione Spaziale. Accanto alle numerose aziende coinvolte nella missione, a rappresentare l’Italia c’è, inoltre, una componente istituzionale che, sotto la Presidenza del Consiglio, coinvolge i Ministeri della Difesa, delle Imprese e del Made in Italy, dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, insieme ad Aeronautica Militare e Agenzia Spaziale Italiana.

La missione è anche un passo avanti verso l’obiettivo di “Axiom Space”, la compagnia dietro al lancio: la costruzione della prima stazione spaziale commerciale privata del mondo. E non ci sono dubbi che i dati ricavati da AX-3 li porteranno un passo più vicini alla sua realizzazione.

La missione Ax-3 non solo apre nuove frontiere nell’esplorazione spaziale, ma pone l’Italia in una posizione di rilievo nel panorama internazionale, testimoniandone la capacità di protagonismo nello sviluppo scientifico e tecnologico nello spazio, come dice Villadei.

Il nostro Paese, in passato, ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della Iss, ma oggi siamo a un punto di svolta: i privati iniziano a entrare da protagonisti. Basta guardare a Space X. Inoltre, sta cominciando a svilupparsi un’economia lunare. In questo panorama, l’Italia può e deve mantenere una presenza forte e non può farlo senza l’industria. Da questo punto di vista, la missione è un po’ un banco di prova: il suo scopo principale, oltre a quello scientifico, sarà testimoniare che l’Italia ha avuto la giusta intuizione e che può giocare un ruolo da protagonista“.

 

Andrea Campoli, 2C

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