Venerdì 12 gennaio 2024, le classi quarte e quinte del nostro Liceo e di altri istituti superiori di Busto Arsizio hanno avuto la possibilità di scambiare alcune opinioni con Beppe Severgnini, durante il progetto “Come, dove e quando ci informiamo”, che rientra nel PESES (Programma di Educazione per le Scienze Economiche e Sociali), dapprima promosso dall’Università Cattolica e dal Liceo Scientifico Tosi e, successivamente, esteso ad altre scuole del territorio: ITE Tosi, Olga Fiorini e Liceo Crespi, con anche la partecipazione dell’assessore della città di Busto Arsizio.

Dato che prima dell’inizio dell’incontro alcuni studenti hanno avuto l’occasione di sedersi di fianco a lui, durante il breve scambio di parole Severgnini ha confidato di non essere abituato a quel genere di rapporto, poiché l’ultima volta in cui prese parte a questa tipologia di conferenza successe dieci anni fa, a seguito della pubblicazione del suo libro “Gli italiani di domani”, un romanzo indirizzato proprio ai liceali e presentato da lui stesso in un giro per l’Italia.

Per chi non lo conoscesse, Beppe Severgnini è un giornalista, saggista ed opinionista televisivo, editorialista del Corriere della Sera. Ma è stato anche professore, personaggio di teatro e di radio, cronista, inviato all’estero e corrispondente.

L’esordio di venerdì è stato a dir poco sorprendete: ha raccontato la sua biografia molto sinteticamente… in inglese! Sinteticamente perché, fin da piccolo, il suo motto è stato “Meno è meglio”.

Nato nella piccola Crema, classe 1956, iniziò il suo percorso scolastico al Liceo Classico, per poi iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza a Pavia. Rifiutata la carriera di notaio, seguendo le sue vere vocazione e passione, venne scoperto e reclutato da Indro Montanelli ed iniziò a lavorare per Il Giornale. All’età di soli 27 anni venne invitato come Corrispondente da Londra e, successivamente, anche a Mosca, Pechino, Washington. Tornato in Italia, nel 1995, iniziò a scrivere per il Corriere della Sera. Nel frattempo, in parallelo all’attività giornalistica italiana, collaborò anche con alcune note testate internazionali, in qualità di commentatore, come The Economist, il Financial Times e The New York Times.

L’incontro è entrato nel vivo dell’argomento non appena Severgnini ha domandato ai ragazzi quali fossero i principali mezzi attraverso i quali si informassero. Ha, cioè, subito messo in chiaro il suo obiettivo per la mattinata: dare una mano ai giovani nell’ambito dell’informazione, in un mondo digitale dove, ormai, non è semplice riuscire a distinguere il vero dal falso. Le risposte del giovane pubblico non l’hanno stupito: gli strumenti con cui attualmente si viene a contatto con le informazioni, per lo più, sono i social-media, seguiti dalla televisione e dalla radio.

Proprio perché questo incontro è stato progettato come un momento di confronto, Severgnini ha dato spazio alle domande del pubblico. Tra queste, gli è stato chiesto quali fossero le fonti da cui attinge lui, per informarsi. Risposta inaspettata: la miglior fonte da cui attingere è l’esperienza diretta, ove possibile. Altri ottimi buoni enti di diffusione delle informazioni, per Severgnini, sono i giornali non faziosi, i notiziari e la radio; inoltre, preferisce escludere gli informatori troppo ricchi di notizie, per esempio l’ANSA, in quanto troppo dispersivi.

E’ stato anche chiesto se, nell’ambito dell’informazione, la scelta del giornale fosse indifferente. Secondo Severgnini non lo è e, per rispondere più chiaramente, ha scelto di partire da alcuni esempi: prendendo due quotidiani di orientamenti politici opposti, Libero per la Destra e La Repubblica per la Sinistra, ha spiegato come quasi tutti i giornali presentino, anche in piccola parte, una visione politica che condiziona gli articoli pubblicati.

Dopodiché è stata chiesta a Severgnini un’opinione sulla sempre più emergente, e talvolta inquietante, intelligenza artificiale. L’editorialista ha risposto prendendo in considerazione i due campi di interesse dell’IA: quello di ausilio nei confronti dell’uomo e quello di piena sostituzione di quest’ultimo. Per quanto riguarda il primo, si è detto molto ottimista e contento del progresso: sviluppare l’intelligenza artificiale è ottimo poiché, grazie a nuovi algoritmi, può sempre di più seguire ed aiutare le persone nella vita digitale di tutti i giorni. Al contrario, si è detto preoccupato per quanto riguarda la crescita dell’intelligenza dell’IA volta a sostituire l’uomo: forse un giorno prenderà decisioni che riguardano la vita o la morte delle persone, senza alcun sentimento umano che possa mettere in discussione la scelta.

Ad incontro quasi terminato, gli è stato chiesto un consiglio per i giovani aspiranti giornalisti. La risposta di Severgnini è stata chiara: bisogna capire se si ha talento per la scrittura e per il giornalismo e, in aggiunta, ha esaltato il compito degli insegnanti, i quali sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei talenti negli adolescenti dato che, non a caso, il termine insegnante deriva dal latino “in-segnum”, ovvero “lasciare il segno”.

Infine, la professoressa Vignati del Liceo Tosi ha spostato il dialogo sull’attuale carriera lavorativa di Severgnini, chiedendogli più informazioni per quanto riguarda le lezioni che terrà all’Università di Pavia nel progetto “Shit Happens”. L’invitato ha specificato che tratterà dei quattro pilastri necessari per affrontare la carriera lavorativa e la vita in generale: ironia, ispirazione, sintesi e problema. L’ironia è fondamentale per “assolvere previdentemente con un sorriso le imperfezioni del mondo”, l’ispirazione lo è per produrre idee innovative, la sintesi riprende il motto di vita di Severgnini “Meno è meglio”. Il problema è, infine, una costante inventabile e, perciò, occorre imparare a saperla affrontare.

Per concludere questa “chiacchierata informale” con un sorriso, ha raccontato un aneddoto divertente riguardante la sua permanenza presso la redazione di Indro Montanelli.

Nel complesso l’incontro è stato sicuramente molto produttivo ed interessante per quanto riguarda le delucidazioni sulla ricerca delle informazioni: Severgnini ha risposto a tutte le domande, spiegando quello che solitamente i giornali preferiscono non far trapelare e dando consigli riguardanti la scelta delle notizie ed il lavoro di giornalista. Occorre tuttavia precisare che, spesso, le risposte alle domande che gli venivano poste incappavano in lunghe ed evitabili digressioni, per colpa delle quali, sia lui, sia il pubblico rischiavano di perdere il filo del discorso, o talvolta aggiravano la domanda stessa. Quest’unica pecca può comunque essere perdonata al giornalista, il quale ha chiaramente dimostrato una mente brillante e una discreta piacevolezza oratoria, grazie alla sua abilità di relazionarsi con ogni tipo di pubblico, nonostante le sue preventive confessioni sul fatto di non essere abituato a questo genere di confronti.

Giulia Toniolo (con la gentile collaborazione di Pietro De Luca) 4A

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