Una lacrima cominciò a scendere lungo la guancia di Axel e, d’improvviso, la terra cominciò a tremare: la tensione si riusciva a tagliare con un dito.

Comparve una sorta di portale da cui uscirono due donne: i tratti androgini del giovane lo rendevano così simile a loro, che si comprese immediatamente che doveva trattarsi della sua famiglia.

“Axel! Controllati!” Urlò la più giovane. I suoi capelli biondi, mossi e voluminosi, fendevano l’aria con una leggiadria sovrannaturale.

Dato che lui sembrava non voler ascoltare nessuno, l’altra donna cominciò a recitare quello che pareva un incantesimo. L’aria si fece sempre più calda e il nervosismo nei presenti crebbe. Il ragazzo non sembrava placarsi: nei suoi occhi si percepiva l’ira che stava provando, mentre il suo corpo si muoveva in modo spasmodico.

La voce nella testa di Leto si fece sempre più tormentosa, la testa gli stava per esplodere e stava ricominciando a contorcersi dal dolore. Comparvero nuovamente quelle strane macchie sul suo collo e Nadine capì che stava accadendo ancora: la parte feroce di Leto si stava risvegliando.

Tentò di bloccarlo con la sua magia, ma l’efferatezza del giovane era troppo anche per lei. Gli occhi virarono verso l’indaco di qualche minuto prima e Leto cominciò a parlare…

“Dopo quella che è sembrata un’eternità, infine, la mia vendetta si compie. L’insulso umano graziato dalla benedizione di quel piccolo mostriciattolo peloso rosso, colui che riuscì ad imprigionarmi, dopo che tentai di corrompere tutte le menti dei viventi, è morto. E con lui una grande parte dell’energia del Panda minore. Quella sottospecie di divinità pensava che trasferire la sua potenza in un umano gli avrebbe permesso di nascondersi a me? Io sono il divino Leopardo delle nevi! Solamente un debole stolto come lui avrebbe potuto crederlo! Ora che sono l’unica divinità rimasta in vita, conquisterò tutti gli universi, sfruttando il corpo di questo ragazzino sciocco. E chiunque oserà intromettersi sul mio cammino andrà incontro ad una sofferenza che non potrà nemmeno immaginare!”

Nadine non poteva credere che si trattasse di Leto: il ragazzo che aveva conosciuto durante quei pochi giorni di cammino sembrava avere un’anima così pura… qualcuno gli aveva preso il controllo della mente ancora una volta. Non poteva esserci altra spiegazione.

D’improvviso Axel si gettò a capofitto contro Leto, ma andò a sbattere contro una barriera magica che lo respinse. Allora cominciò a scagliare, con una velocità inaudita, dei colpi energetici, che però non sembravano avere alcun effetto sulla divinità felina.

Le due donne arrivate tramite portale tentarono di frapporsi tra Axel e Leto, per proteggere il ragazzo sfregiato, che però, cieco di rabbia, le colpì entrambe, fortunatamente senza ferirle troppo.

La divinità continuò: “Quel ragazzo sembra molto promettente, potrebbe diventare un buono strumento per distruggere qualche pianeta…”

Nadine, una volta compresa la gravità della situazione e percepito l’enorme potere del giovane, provò a mettersi in comunicazione telepaticamente con Axel, che non accennava a calmarsi.

“Axel fermati! La tua ira potrebbe distruggere il pianeta e uccidere la tua famiglia! Non permettere a quel falso dio di sfruttarti per i suoi loschi obiettivi di conquista e distruzione!”

Qualcosa stava cambiando nell’aria e quella che, presumibilmente, era la sorella di Axel lo percepiva.

Nadine stava levitando, i suoi occhi chiusi e i capelli scarlatti quasi ipnotizzanti. Delle spire di energia di colore rosso intenso la circondavano, creando un’atmosfera magica e surreale. Prima che Axel potesse colpirla, aprì le braccia e una fortissima onda d’urto scosse tutti i presenti, compreso Leto, che si mostrò stupito. Persino qualche albero nelle vicinanze si spezzò. Improvvisamente anche Axel e Leto presero a volare, immobilizzati da Nadine.

La sorella del giovane sfregiato chiuse gli occhi e provò a scrutare nella mente del fratello e di Leto.

Trovò paura.

Axel non poteva immaginare una vita senza Briar, la sua anima gemella, mentre Leto non voleva fare del male a nessuno; perciò decise, in accordo con la madre e Nadine, di rinchiuderli entrambi temporaneamente in bolle magiche, create da incantesimi combinati lanciati dalle tre.

La situazione si calmò e anche Axel, ma la divinità ferina aveva ancora il controllo di Leto. Tuttavia, nonostante il suo enorme potere, non riusciva a spezzare l’incantesimo in cui era recluso.

Axel non faceva che piangere dalla disperazione, perché qualcosa dentro di lui era inevitabilmente andato in frantumi. Velka, la madre e Amygdala, la sorella, cercarono di consolarlo, invano. Il sentimento che legava lui e Briar trascendeva la realtà: era troppo puro per finire così presto.

Nei giorni seguenti, le tre donne si riunirono numerose volte per cercare un modo per fermare il Leopardo e arrivarono ad una conclusione: decisero di far evacuare il pianeta sul quale si trovavano, Ailuruelk, e, tramite la magia, teletrasportare le famiglie di Axel e Leto sulla riva del fiume dove si trovavano.

Nadine chiamò suo padre Ethan e la madre Wanda, mentre Velka e Amygdala riuscirono a rintracciare il padre e il fratello di Leto, Jacob e Aaron.

Velka raccontò l’accaduto a tutti i presenti, che stentavano a credere a ciò che stavano sentendo.

Bisognava liberarsi del Leopardo senza togliere la vita a Leto: questa la conclusione comune a cui arrivarono. Più tempo sarebbe passato e meno di Leto sarebbe rimasto nel suo corpo; quindi bisognava trovare una soluzione rapidamente.

Aaron era agitatissimo, dato che il legame che aveva stretto con il fratello era veramente speciale. Lui e il padre decisero di andare a parlare con Leto, ma nulla da fare… la divinità era troppo potente rispetto alla fragile mente del ragazzo.

Tutto sembrava andare per il peggio.

Stefano Longagnani    ex 5G

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