Un progetto per gli sportivi.
Anche quest’anno si rinnova il progetto Studente-atleta di alto livello, rivolto a quegli alunni che praticano uno sport di interesse nazionale. Questo programma sperimentale aiuta tali studenti nel conciliare il tempo dedicato allo studio, tramite un piano formativo personalizzato, a quello impegnato nell’attività sportiva agonistica.
Il programma proposto funziona davvero?
Per rispondere a questa domanda, abbiamo intervistato diversi studenti che ci hanno raccontato della loro esperienza con il PFP (programma formativo personalizzato) ed il loro sport.
È emerso che la media effettiva del tempo dedicato allo sport in una settimana è di circa 14 ore, senza considerare quello utilizzato negli spostamenti, spesso interregionali e, in alcuni casi, addirittura internazionali. Gli intervistati dichiarano che, nonostante le evidenti difficoltà a mantenere uno stile di vita sano, che permetta di avere un congruo numero di ore di riposo, di studio e di sport e anche di svago, soprattutto in una scuola esigente come il liceo scientifico, le agevolazioni previste dal progetto sono abbastanza efficaci. Non sono insufficienti o poco utili, ma non creano nemmeno una disparità nei confronti degli altri studenti che non hanno la possibilità di usufruirne. Stiamo parlando, infatti, della possibilità di programmare le interrogazioni e della differenziazione del peso delle assenze per partecipazione a manifestazione sportiva rispetto a quelle per indisposizione, in modo che le prime non influiscano sul monte totale delle assenze.
Possiamo quindi affermare che il piano formativo proposto dal progetto Studente-atleta di alto livello è pienamente efficace nell’aiutare gli sportivi.
Chi può ottenerlo?
Certamente le agevolazioni di questo programma non vengono regalate a chiunque pratichi uno sport: per ottenerlo bisogna ovviamente soddisfare un certo numero di requisiti, che variano da sport a sport. Su questi, tuttavia, sono sorte molte critiche da parte degli sportivi di questa scuola, a cui il PFP non è concesso nonostante l’elevato impegno settimanale in palestra; perciò ne abbiamo intervistato una parte per fare un confronto con coloro che, invece, sono considerati adatti per ottenerlo.
È risultato che molti tra questi praticano il loro sport per tante ore (in media 12), ma non hanno potuto richiedere il PFP perché la società per cui giocano non prendeva parte a Campionati di tipo nazionale. Il nuoto, ad esempio, non viene proprio preso in considerazione, anche se ci sono studenti-atleti che partecipano a gare a livello italiano ed europeo. Altro esempio: un alunno che pratica pattinaggio senza PFP può arrivare ad allenarsi per un numero di ore settimanali pari a quelle di uno studente che fa calcio e che gode delle agevolazioni solamente perché rientrante tra gli sport contemplati dal regolamento. Possiamo concludere, quindi, che i requisiti di ammissione al progetto ci sembrano penalizzanti per alcune categorie di sport che, tra l’altro, sono molto comuni e praticati da molti, a favore di altri, come ad esempio il tiro con l’arco o la vela, che sono degli sport più di nicchia.
Che miglioramenti proponiamo?
Dato che i vantaggi del PFP non creano poi un così evidente divario tra chi può aderire al progetto e chi no, quello in cui crediamo fortemente è che chi ne pratica uno e s’impegna in una disciplina extra-scolastica con buoni profitti debba essere, in qualche modo, agevolato nel mantenere vivo questo interesse ed invogliato a continuare. Ricordiamo che anche gli studi scientifici non solo confermano che lo sport non rappresenta un ostacolo al percorso scolastico, ma contribuisce anche a supportarlo. era così fin dal Ginnasio dell’antica Atene. Aiuta lo sviluppo cognitivo, sociale, affettivo dei giovani e favorisce un maggior livello di attenzione e un minore assenteismo a livello scolastico. Ci auguriamo, quindi, che il Progetto didattico sperimentale Studente-atleta di alto livello, oltre a diventare una realtà definitiva, venga anche aperto ad altre discipline sportive altrettanto meritevoli di farne parte.
Marta Rossi e Alice Andena 1A


















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