Un Ospite “Manipolatore”.
Il leucocloruro è un parassita che vive come simbionte nel corpo di molluschi come le chiocciole, nel ruolo di ospiti intermedi, per poi portare a termine il suo ciclo vitale nel corpo degli uccelli: gli ospiti finali. Questo verme parassita, dalle caratteristiche piuttosto rare, si può trovare nelle foreste umide del Nord America e, purtroppo, anche in quelle dell’Europa: in Polonia, Norvegia e Germania, dove è stato osservato per la prima volta.
Ma… Che Cos’e’ un Parassita?
La parola “parassita” deriva dal termine greco “parasitos” (παράσιτος), traducibile come “colui che mangia al tavolo di un altro”.
In biologia, ogni animale o vegetale il cui metabolismo dipende, per tutto o parte del ciclo vitale, da un altro organismo vivente, detto ospite, con il quale è associato più o meno intimamente e sul quale ha effetti dannosi. Esempi di parassiti sono: l’ameba, la sanguisuga, la zecca e alcune tipologie di funghi.
Molte persone provano un’assoluta repulsione nei confronti dei parassiti e solo pochi accetterebbero volontariamente di condividere con loro il proprio corpo ma, se si analizza più nel dettaglio il fenomeno, si scopre che sono questi a mantenere in vita la stragrande maggioranza degli ecosistemi.
Il parassitismo è una forma di simbiosi, ovvero un rapporto stretto tra due organismi. Mentre alcuni parassiti, chiamati parassitoidi, sono letali per i loro ospiti, altri non causano seri problemi. Alcuni, addirittura, proteggono i propri ospiti da altri parassiti, come i virus che proteggono i batteri dagli antibiotici.
I parassiti traggono i nutrienti dai loro ospiti in modi diversi: alcuni, chiamati ectoparassiti, succhiano letteralmente il sangue o mangiano la pelle dei loro ospiti. Altri, detti endoparassiti, si stanziano all’interno dei loro ospiti, come ad esempio le tenie o gli estridi.
Non esistono stime certe sul numero di specie di parassiti presenti nel mondo, ma alcuni esperti ritengono esistano molte più specie di parassiti che non di animali “a vita libera” e, per la maggior parte, questi parassiti probabilmente sono ancora sconosciuti.
In Che Senso Manipolatore?
L’inferno della chiocciola, la quale fungerà “ignaramente” da ospite, comincia dal momento in cui mangia, assieme all’erba di cui si nutre, degli escrementi di un uccello infetto contenenti le uova del leucocloruro. Queste ultime, arrivate nell’intestino della lumaca, si schiudono arrivando al loro primo stadio larvale dal caratteristico colorechiaro. Dopo qualche giorno, si spostano ad una ghiandola digestiva molto importante della chiocciola (epatopancreas), da cui poi partiranno alla “conquista” del cervello della malcapitata.
Qui si passa al secondo stadio, chiamato sporociste, quello di maggiore interesse e che caratterizza questo verme poiché, una volta spostatosi negli occhi della chiocciola, comincia a “pulsare” e assume delle colorazioni sgargianti a righe orizzontali, sull’arancione-verde con delle macchie marroni qua e là. Tutto questo al fine di rendere più visibile la lumaca agli occhi degli uccelli, ovvero i prossimi ospiti del leucocloruro, perché è proprio la colorazione sgargiante a fargli assumere l’aspetto di bruchi di cui i suoi predatori sono ghiotti.
Inoltre, focalizzandosi nello specifico sugli occhi, si ipotizza che il parassita inspiegabilmente accechi la chiocciola la quale, non riuscendo più a capire se sia giorno o notte, esce indifesa allo scoperto, come abitualmente non farebbe. È proprio in questo momento che gli uccelli, approfittando della situazione, intervengono attaccando e mangiando la lumaca, attratti dai suoi appariscenti occhi colorati.
In questo modo comincia la terza fase del ciclo vitale del leucocloruro, poiché è nel corpo del volatile che si trasforma in adulto, meno appariscente e con una bocca a uncino per attaccarsi all’intestino dell’ospite, in cui risiederà fino alla morte di quest’ultimo. Nell’intestino si conclude il ciclo vitale del parassita una volta deposte le uova. Infatti, appena deposte, verranno espulse dal corpo dell’ospite, per poi essere ingurgitate nuovamente da una chiocciola malcapitata.
Fun Facts sulle Lumache.
La vita delle lumache dipende dall’umidità.
Rappresenta per loro una necessità: quella di trovare ambienti adatti alla loro sopravvivenza. Poiché questi invertebrati sono sprovvisti di conchiglie, sono vulnerabili all’essiccamento e muoiono in breve tempo in ambienti estremamente asciutti.
Per evitare tale inconveniente, le lumache generano uno strato di muco protettivo intorno al loro corpo, che le tiene in qualche modo isolate. Inoltre, approfittano delle notti piovose per uscire e nutrirsi, momenti in cui l’umidità ambientale è maggiore.
Le lumache producono 2 tipi di muco.
Le lumache sono in grado di sintetizzarne 2 tipi: acquoso e denso. Entrambi sono igroscopici, cioè attraggono l’umidità dall’ambiente circostante attraverso processi di assorbimento. Il muco acquoso si espande ai lati dell’invertebrato, mentre il muco denso viene rilasciato da dietro in avanti (e copre l’intero corpo dell’animale). Quindi il primo, composto da una bava traslucida e non appiccicosa, permette alla lumaca di muoversi e scivolare, mentre il secondo, fluido, più viscoso ed elastico, le permette di aderire anche su superfici irregolari.
Sono ermafrodite.
Le lumache hanno organi sessuali sia maschili, sia femminili. È interessante notare che in alcune specie sono stati rilevati casi di apofallazione, in cui uno dei due esemplari morde e strappa il proprio organo sessuale maschile per separarsi dal partner, se rimane bloccato nella sua cavità femminile.
Non invecchiano.
Questi piccoli organismi, grazie alle loro secrezioni, non sono affetti dalla degenerazione cellulare. Per questo motivo, i cosmetici più gettonati per le loro proprietà rigeneranti sono proprio quelli a base di bava di lumaca.
Anna Maria Parachini 2E – Nicole Mirkos 2C


















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