La ricchezza delle culture e dei popoli europei si esprime, in modo particolare, nella varietà delle lingue parlate e scritte, dato che ogni lingua è uno degli aspetti fondamentali che caratterizza e identifica un gruppo umano e un’etnia.
La maggior parte delle lingue parlate in Europa appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee, chiamate così perché derivano da un ceppo originario parlato da antichissimi popoli che, con successive migrazioni lungo i millenni, si sono spostati verso l’India e verso l’Europa. La famiglia delle lingue indoeuropee è suddivisa in vari gruppi, che differenziano le lingue dei vari Paesi Europei, influenzandone così le culture e le tradizioni.

Il ceppo linguistico europeo più conosciuto è quello delle lingue romanze, o neolatine, poiché derivate dal latino. Le principali sono l’italiano, parlato in Italia, San Marino, Città del Vaticano, Svizzera e, in maniera minore, in Slovenia, Croazia, Monaco, Albania e Malta; il francese, parlato in Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e Monaco; lo spagnolo, parlato in Spagna e ad Andorra; il portoghese, parlato in Portogallo; il rumeno, parlato in Romania ed in Moldavia; il romancio, parlato in Svizzera; il catalano, parlato in Catalogna (Spagna) e ad Andorra.
Sono l’evoluzione diretta non del latino classico, bensì di quello volgare, che veniva usato dalla maggior parte della popolazione” (dal latino vulgus, “popolino”), costituito dalle varietà linguistiche sviluppatesi a seguito dell’espansione dell’Impero Romano.
L’area in cui queste lingue si sono sviluppate ed in cui vengono ancora parlate nelle loro versioni contemporanee viene chiamata Romània e corrisponde alla parte occidentale dell’Impero Romano, (tranne la Britannia) e all’attuale Romanìa.

Il secondo ceppo linguistico più conosciuto e che studiamo a scuola senza rendercene conto è quello delle lingue germaniche, originate dalla lingua proto-germanica impiegata dai popoli germanici che, con diverse migrazioni, erano arrivati a stanziarsi dal nord Europa ai confini dell’Impero Romano fino agli anni della sua caduta. Si tratta dell’inglese, parlato in Regno Unito ed Irlanda, nonché lingua ritenuta internazionale; il tedesco, parlato in Germania, Austria, Svizzera, Liechtenstein e, in parte, in Belgio e Lussemburgo; l’olandese, parlato nei Paesi Bassi ed in Belgio; lo svedese, parlato in Svezia; il norvegese, parlato in Norvegia; il danese, parlato in Danimarca; l’islandese, parlato in Islanda; il lussemburghese, parlato in Lussemburgo.

Il terzo gruppo di lingue europee è quello delle lingue slave, un gruppo di idiomi appartenenti alla famiglia delle lingue indoeuropee, la cui peculiarità è che alcune usano l’alfabeto latino con certi segni diacritici, altre quello cirillico, mentre altre addirittura entrambi.
Le lingue che utilizzano l’alfabeto latino sono il polacco, parlato in Polonia; il ceco, parlato in Repubblica Ceca; lo slovacco, parlato in Slovacchia; il croato, parlato in Croazia e Bosnia-Erzegovina; lo sloveno, parlato in Slovenia; il bosniaco, parlato in Bosnia-Erzegovina, ma che sta lentamente scomparendo.

Le lingue slave che sfruttano l’alfabeto cirillico sono il russo, parlato in Russia, Bielorussia ed Ucraina; il bielorusso, parlato in Bielorussia ma destinato a scomparire; l’ucraino, parlato in Ucraina; il bulgaro, parlato in Bulgaria; il macedone, parlato nella Macedonia del Nord.

Le uniche lingue slave formate da entrambi gli alfabeti sono il serbo, parlato in Serbia, in Montenegro ed in Bosnia- Erzegovina, ed il montenegrino, parlato in Montenegro ma anch’esso destinato a scomparire.

Il quarto ceppo linguistico d’Europa è quello delle lingue celtiche, idiomi derivanti dal proto-celtico, una famiglia linguistica indoeuropea. Durante il primo millennio a.C. queste lingue venivano parlate in tutta Europa, ma oggi sono presenti in poche regioni geografiche e rischiano di essere perse.
Le principali sono l’irlandese, parlato in Irlanda, ma che pian piano sta venendo sostituito dall’Inglese; lo scozzese, parlato in Scozia; il gallese, parlato in Galles; il bretone, parlato nella regione francese della Bretagna.

L’ultimo gruppo di lingue derivate dall’Indoeuropeo è un ceppo linguistico quasi sconosciuto, ma molto particolare: le lingue Baltiche, che vengono generalmente divise in due sottogruppi. Il baltico occidentale, che contiene solo lingue “morte”, ed il baltico orientale, che contiene sia lingue estinte, sia le due maggiori lingue viventi dell’area: il lituano, parlato in Lituania, ed il Lettone, parlato in Lettonia. Si ritiene che il lituano sia una delle lingue più arcaiche e conservative nella famiglia indoeuropea, e che questo intero gruppo fosse presente nelle prime fasi della lingua protoindoeuropea.

L’Europa, però, è un continente molto variegato, tanto da non contenere solo lingue indoeuropee, ma anche altre derivate da gruppi linguistici eterogenei e lingue completamente singolari, con caratteristiche molto importanti e da preservare, perché indicano la loro unicità.

Il gruppo non-indoeuropeo più diffuso in Europa è quello delle lingue Ugro-Finniche, un ceppo linguistico presente soprattutto nell’Europa orientale e settentrionale, facente parte della famiglia delle lingue uraliche. Le Ugro-Finniche sono: l’ungherese, parlato in Ungheria ed in molte regioni della Romania, il finlandese, parlato in Finlandia, e l’estone, parlato in Estonia.

Le lingue indoeuropee più “uniche” d’Europa sono, però, il greco, parlato in Grecia e a Cipro, e l’albanese, parlato in Albania ed in Kosovo.

La lingua greca è, infatti, un ramo indipendente della famiglia delle indoeuropee, originaria della Grecia e di altre parti del Mediterraneo dell’est e del Mar Nero. Ha la più lunga storia documentata – circa 34 secoli – di ogni altra lingua indoeuropea. Il suo sistema di scrittura è stato l’alfabeto greco per la maggior parte della sua storia; altri sistemi, come la lineare B e il sillabario cipriota, sono stati usati precedentemente e poi abbandonati.

Anche l’albanese è una lingua indipendente all’interno del gruppo indoeuropeo. Alcuni studiosi suggeriscono che sia l’unico sopravvissuto del gruppo illirico, parlato un tempo nella penisola balcanica sud-occidentale, mentre altri suggeriscono che possa essere imparentato con gli antichi tracio e daco, un tempo parlati in Mesia e in Dacia.

Il basco, invece, è anch’esso una lingua molto particolare. Lo si parla nella regione spagnola dei Paesi Baschi ed è una lingua ergativo-assolutiva, cioè una lingua che tratta allo stesso modo il soggetto di un verbo intransitivo e l’oggetto di un verbo transitivo, tratto che la differenzia da tutte le lingue indoeuropee, che presentano un allineamento nominativo-accusativo. Inoltre, poiché i dati di cui si è attualmente in possesso non hanno ancora consentito di scoprire l’origine di questa lingua, la sua famiglia linguistica viene considerata isolata e non imparentata con nessun gruppo linguistico.

Ultimo, ma non per importanza, è il maltese, parlato sull’isola di Malta. E’ molto particolare perché è l’unica lingua semitica d’Europa, cioè derivata dalla lingua araba, che fu però notevolmente influenzata dal latino – lingua alla quale si impose – e dalle lingue neolatine, quali Italiano e Siciliano, e più recentemente dall’Inglese.

Ecco di seguito un elenco con tutti i nomi dei Paesi Europei in italiano, affiancato dal nome nella loro lingua ufficiale:

  • Italia – Italia 
  • Francia – France       
  • Spagna – España  
  • Portogallo – Portugal
  • Romania – România
  • Moldavia – Moldova 
  • San Marino – San Marino
  • Monaco – Monaco
  • Città del Vaticano – Città del Vaticano
  • Catalogna – Catalunya
  • Andorra – Andorra   
  • Svizzera – Svizzera/Suisse/Schweizerisch  
  • Belgio – Belgique/België
  • Regno Unito – United Kingdom
  • Germania – Deutschland
  • Austria – Österreich
  • Liechtenstein – Liechtenstein
  • Paesi Bassi – Nederland
  • Svezia – Sverige
  • Norvegia – Norge
  • Danimarca – Danmark
  • Islanda – Ísland
  • Lussemburgo – Lëtzebuerg
  • Polonia – Polska                                 
  • Repubblica Ceca – Česká Republika
  • Slovacchia – Slovensko
  • Croazia – Hrvatska
  • Slovenia – Slovenija                          
  • Bosnia-Erzegovina – Bosna i Hercegovina                  
  • Russia – Poccия [Rossiya]
  • Bielorussia – Беларусь [Bielarus]
  • Ucraina – Украïна [Ukrayina]
  • Bulgaria – български [Bulgarski]
  • Nord Macedonia – Северна Македониjа [Severna Makedonija]
  • Serbia – Србиja/Srbija
  • Montenegro – Црна Гора/Crna Gora
  • Irlanda – Éirrean
  • Scozia – Alba/Scots
  • Galles – Cymru
  • Bretagna – Breizh
  • Lituania – Lietuva
  • Lettonia – Latvija
  • Ungheria – Magyarország
  • Finlandia – Suomi
  • Estonia – Eesti
  • Albania – Shqipëria
  • Kosovo – Kosova
  • Grecia – Ελλάδα [Elláda]
  • Cipro – Κύπρος [Küpros]
  • Paesi Baschi – Euskal Herria
  • Malta – Malta

Come si può notare, dunque, ogni lingua ha le sue particolarità ed unicità e racchiude tutta la cultura del suo paese e della sua etnia. È opportuno, perciò, preservare ciascuna lingua del mondo perché, quando una lingua scompare, scompaiono un intero popolo e le sue tradizioni.

Niccolò Arpelli 2C

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere