Yellowstone: la natura in continua trasformazione (parchi
nazionali II)

In mezzo alla fitta foresta di conifere del parco, si apre la prateria in cui si trova il geyser più famoso al mondo, l’Old Faithful Geyser. Circondato da un’irregolare superficie rocciosa ricoperta da una serie di pozze bollenti d’acqua e di fango, che emanano vapore e gas sulfurei, questo geyser è situato in un paesaggio quasi lunare, unico, straordinario e surreale. Ancora più spettacolare è l’eruzione del geyser: ogni circa 65-110 minuti, una colonna di circa 50 metri d’acqua bollente, da cui si forma una bianca nube di vapore, viene sparata improvvisamente verso il cielo. È questa l’attrazione più stupefacente del grandioso Parco nazionale di Yellowstone.

Esteso su 8.983 km, si trova nell’Idaho sud-orientale, nel Montana sud-occidentale e, per la maggior parte della sua estensione, nel Wyoming nord-occidentale. Istituito nel 1872 e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1978, è il più antico parco nazionale al mondo. Si trova sopra all’enorme Caldera di Yellowstone, il più grande supervulcano dormiente della Terra, che causa le numerose attività geotermiche del parco. Il suo vasto territorio, comprendente diversi ecosistemi, tra i quali il più esteso è quello della foresta subalpina, è suddiviso in cinque regioni: Mammoth Country, Canyon Country, Lake Country, Geyser Country e Roosevelt Country.

Nel Mammoth Country si trovano le Mammoth Hot Springs, sorgenti termali che hanno formato, tramite sedimentazione, varie colline, terrazze e piscine di travertino. Nonostante non siano alimentate direttamente dalla caldera, fanno parte del suo stesso sistema magmatico. Oltre al giallognolo chiaro del travertino, le piscine espongono, a causa della presenza di alghe, sfumature di rosso, arancione, marrone e verde. Lo spettacolo più emozionante a cui si può assistere nella zona è l’avvistamento delle alci, che, nella stagione invernale, fanno il bagno all’interno delle piscine per riscaldarsi.

Il Canyon Country ospita il Grand Canyon dello Yellowstone, le cui rocce gialle diedero il nome di Yellowstone alla regione. La storia geologica del canyon, non ancora ricostruita con certezza, è molto particolare. L’area, originatasi dalla deposizione delle colate laviche dopo l’eruzione della caldera di circa 600.000 anni fa, è stata modificata dalla formazione di faglie, che ne hanno accelerato l’erosione. La vallata fu poi colmata dai ghiacciai nelle varie ere glaciali, ma i successivi modellamenti del territorio ne hanno cancellato gli effetti ed oggi la valle non presenta più la tipica forma ad U delle valli glaciali. Il canyon diventò, quindi, un bacino di geyser, le cui attività causarono l’alterazione chimica della roccia riolite, resa morbida, friabile e facilmente erodibile. L’erosione fu probabilmente accelerata diverse volte dall’improvviso scioglimento di dighe di ghiaccio, formatesi verso la fine dell’ultima era glaciale, tra 14.000 e 18.000 anni fa, alla foce del Lago Yellowstone; questo scioglimento causò un violento spostamento d’acqua e una conseguente immediata erosione. Da allora il canyon è in costante trasformazione: il fiume continua ad erodere la roccia e la riolite, formata da composti di ferro, continua ad ossidarsi. I diversi gradi di arrugginimento della roccia e le sue diverse composizioni, causate dall’antico bacino di geyser, hanno originato le differenti gradazioni di giallo e grigio visibili sulle pareti del canyon.

Nel Lake Country è presente il più grande lago di montagna dell’America Settentrionale. Situato a 2.357 metri sul livello del mare e con una superficie di 250 km 2 , si tratta del Lago Yellowstone, sul cui fondale e sulle cui rive sono presenti geyser, fumarole e sorgenti termali. Si è formato 640.000 anni fa, dopo il collasso della camera magmatica nella conseguente caldera, parte della quale è diventata il bacino del lago. Nonostante le attività geotermiche nei pressi e sotto il lago, le sue acque sono fredde e, d’inverno, la sua superficie è ghiacciata. Oltre a numerosi torrenti, è attraversato da nord a sud dal Fiume Yellowstone, appena uscito dal Canyon.

È nel Geyser Country che si trovano l’Old Faithful Geyser, molte piscine di acqua solforosa e numerosi altri geyser. Infatti, oltre al geyser già descritto, famosi sono anche il Castle Geyser, il Riverside Geyser, il Daisy Geyser, il Grand Geyser e il Beehive geyser. Tutti questi sono molto differenti tra loro, caratterizzati da diversa forma, frequenza di eruzione, altezza della colonna d’acqua e paesaggio circostante.

Nel Roosevelt Country, la quinta delle cinque regioni dello Yellowstone Park, si trovano soprattutto wapiti (Cervus canadensis) e bisonti americani (Bison bison), questi ultimi sono stati recentemente salvati dall’estinzione e gli esemplari nel parco sono passati in poco più di un secolo da 50 a 4 000 individui.
La maggior parte degli altri animali si trova soprattutto attorno al Lago Yellowstone.

Molto presenti sono i grandi mammiferi, come il puma (Puma concolor), la lince rossa (Lynx rufus), l’orso grizzly (Ursus arctos horribilis) e quello nero (Ursus americanus), l’antilocapra (Antilocapra americana), il bighorn (Ovis canadensis), il cervo mulo (Odocoileus hemionus) e la capra delle nevi (Oreamnus americanus).
La recente reintroduzione del lupo grigio nord-occidentale (Canis lupus occidentalis), scomparso dall’area per colpa degli esseri umani, ha causato un rallentamento della veloce ed incontrollata crescita della popolazione di wapiti (Cervus canadensis) e alci (Alces alces), altrimenti rimasti senza predatori, e quindi un aumento di cespugli, alberi, frutti di bosco e insetti, con un conseguente incremento di uccelli. È poi ritornato, sempre a causa degli effetti della reintroduzione del lupo, il castoro americano (Castor canadensis), le cui dighe hanno attratto la lontra (Lontra canadensis), il topo muschiato (Ondatra zibethicus) e altre specie di roditori e uccelli. È inoltre diminuita la presenza del coyote (Canis latrans), che aveva sostituito il lupo, e sono quindi aumentati il ratto grigio (Rattus norvegicus) e la lepre scarpa da neve (Lepus americanus), che hanno attirato la volpe rossa (Vulpes vulpes), la donnola (Mustela frenata), il tasso argentato (Taxidea taxus) e la poiana ferruginosa (Buteo regalis). Per le nuove prede disponibili, è aumentata anche la popolazione dell’aquila reale (Aquila chrysaetos).

La ricca e complessa biodiversità del parco è il risultato della presenza di numerosi e diversi ambienti, originati dalla lenta e continua trasformazione causata dalle forze naturali. In questo parco tutto è in continua metamorfosi: il Fiume Yellowstone continua a scavare il canyon, le alghe danno sempre nuovi colori alle piscine delle fonti termali, l’equilibrio dell’ecosistema varia periodicamente e le rocce, ossidandosi continuamente, acquistano ancora oggi nuove sfumature. È per questo che il Parco nazionale di Yellowstone, soggetto perennemente a continui cambiamenti, è il perfetto simbolo dell’immutabilità della natura, del continuo scorrere dell’universo.

Federico Fabbris 3C

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