“Dove diavolo siamo finiti, Nadine?”

“Non ne ho idea, ma quando ho poggiato la mano sul tuo viso, ho sentito una forte energia… legarci…”

“Ho sentito anch’io un incredibile legame! Pensi sia stato quel potere a portarci in questa foresta?”

Lei gli rispose affermativamente con un cenno del capo.

Di comune accordo, Leto e Nadine cominciarono a cercare un’uscita tra i tronchi neri che li circondavano, ma d’improvviso la giovane si fermò.

“Leto… mentre ti toccavo non ho percepito solamente un forte legame, ma anche qualcosa di estremamente feroce e pericoloso.”

Feroce?

D’improvviso delle immagini di occhi color indaco riecheggiarono nella testa del ragazzo, provocandogli una forte emicrania, che lo fece accasciare a terra sofferente.

“Leto! Che sta succedendo?!”

Lui si stava contorcendo dal dolore: le mani bianche tra i capelli ricci e neri, il corpo in posizione fetale, il verde muschio dei suoi occhi che stava svanendo, per diluirsi in un indaco che fece raggelare Nadine, insieme alle macchie nere comparse sul suo collo.

Prima che lei potesse fare qualcosa, Leto smise di contorcersi, si alzò, impugnò il suo spadone d’onice e, dopo quello che sembrava un ruggito, con un’incredibile rapidità, si mise a correre tra i tronchi.

Nadine riuscì a stargli dietro solamente grazie alle sue eccelse abilità magiche, fino a quando vide due ragazzi, sdraiati, in lontananza. Gli alberi neri avevano lasciato il posto ad aceri rosso sangue e l’unico rumore udibile era quello delle acque che scorrevano nel letto di un grosso fiume.

Preoccupata, intimò ai due di scappare. L’istinto feroce che aveva percepito in Leto doveva essersi svegliato per qualche motivo sconosciuto.

Uno dei ragazzi, con il volto sfigurato, si alzò sbigottito e generò delle sfere di energia color oro dalle mani ma, prima che potesse lanciarle, Leto scagliò l’imponente arma d’onice verso di lui e scattò in direzione dell’altro giovane, che si era appena svegliato a causa del trambusto.

Durò tutto pochi istanti.

Il suo cuore era stato trafitto da una lancia di ghiaccio magica.

Gli occhi di Leto tornarono al loro colore originale e le macchie sul collo scomparvero, mentre delle parole risuonavano nella sua mente: “La mia vendetta si compie ora.”

Stefano Longagnani 5G

Rispondi

DI tendenza

Scopri di più da La Voce degli Studenti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere