Aule fredde e studenti ammalati

Ogni anno, con l’arrivo dell’inverno, al Liceo A. Tosi giunge un grande problema: il freddo. 

In tutte le classi sono presenti gli impianti di riscaldamento ma in alcune aule questi non funzionano, rimanendo sempre freddi oppure, in alcuni casi migliori, tiepidi. Nell’ultimo piano, dove si trovano le classi più fredde a causa della posizione, molti dei caloriferi non funzionano correttamente.

Con la nuova ondata di influenza, il malfunzionamento dei caloriferi sarà un grande alleato per la diffusione della malattia nella nostra scuola. Inoltre, la bassa temperatura impedisce anche di aprire le finestre per cambiare l’aria nelle aule. Ciò causa anche un aumento della diffusione del COVID19 che, sebbene il picco della pandemia sia ormai passato, bisogna ricordare non è ancora scomparso.

Considerando che gli alunni devono trascorrere cinque o sei ore ogni giorno nelle proprie aule, non deve essere possibile che queste non siano adatte a garantire uno dei più ovvi diritti degli studenti: un clima che non indebolisca la loro salute.

Anche gli stessi professori che insegnano nelle classi più fredde si lamentano di questo problema, essendo anche la loro salute indebolita dalla temperatura inadatta al benessere dell’uomo. In passato alcuni professori si sono ammalati e hanno successivamente riportato la loro convinzione che la colpa di ciò sia dovuta al freddo delle aule scolastiche.

I problemi dei riscaldamenti non si limitano, però, solo al loro scorretto funzionamento, ma anche al loro eccessivo funzionamento. Infatti, alcune manopole per regolare i caloriferi sono rotte o mancanti ed essi non possono essere spenti. Così, anche quando l’accensione dei riscaldamenti non è necessaria, come in assenza degli studenti o durante le stagioni più temperate, i caloriferi continuano a riscaldare le aule interessate, sprecando quindi un’abbondante quantità di gas ed emettendo altrettanta anidride carbonica; in questo momento storico, tra crisi del gas, cambiamento climatico ed elevato inquinamento atmosferico, un’istituzione come la scuola dovrebbe essere un esempio da seguire per diminuire gli sprechi ed interessarsi, quindi, di problemi così gravi.

Considerando tutto ciò, sono necessari il controllo degli attuali impianti e la riparazione di quelli rotti, oppure il problema dei caloriferi continuerà ad esistere come tutti gli anni e a studenti e professori non sarà concesso l’ambiente opportuno.

 

Federico Fabbris 2C

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