dati e consigli per far finalmente fronte al problema
Sempre più numerose le notizie di cronaca che raccontano di violenze subite delle donne di tutto il mondo. Dov’è dunque la tanto ricercata parità dei sessi?
“Irlanda: scoppia la “protesta dei tanga” dopo l’assoluzione per lo stupro di una minorenne”
“Frosinone: arrestato per stupro, evade 9 volte dai domiciliari”
“Stordita con un cocktail, drogata e poi violentata: condannato il branco di stupratori”.
Questi solo alcuni dei numerosissimi casi registrati tra ottobre e dicembre del 2018, in Italia e all’estero. Luoghi diversi, stesso modus operandi: avvicinamento, stordimento, tentativo di violenza, fuga.
Le ragazze interessate che spesso non hanno la forza e il coraggio per denunciare gli assalitori. Questa una delle realtà peggiori: la dichiarazione di aver subito violenze resta ancora un tabù nella società moderna, nella quale, per questo, moltissimi criminali vengono lasciati in libertà. Secondo l’Istat circa 652mila donne in Italia hanno subito violenze sessuali, tra il 2006 e il 2014, ma, nello stesso arco di tempo, solo 7633 sono state le persone denunciate.
Il dato più sconfortante è, tuttavia, quello degli assalitori effettivamente puniti, che raggiungono solo il numero di 2977. Purtroppo, infatti, anche le donne che decidono coraggiosamente di chiedere giustizia ed aprire un processo, pur per dar voce a tutte le “compagne” in una lotta di sensibilizzazione globale, non trovano appoggio nella giurisdizione. Il 39% dei casi viene annullato, o dichiarato perso!
Le motivazioni? Spesso lo stato fisico della vittima o le sue decisioni riguardo l’abbigliamento sembrano giustificare l’uso della violenza.
Ancora oggi, nel XXI secolo, sentiamo queste storie demoralizzanti, che fanno riflettere sul’effettiva efficacia della campagna del “Girl Power”.
Non basta che le signore possano accedere a cariche pubbliche importanti, o che guadagnino talvolta anche lo stesso salario degli uomini: la parità dei sessi sarà veramente raggiunta quando non esisterà più la meraviglia o lo scoop nella notizia di una donna che diventa importante a livello politico, sociale ed economico.
Sicuramente il rafforzamento di questo movimento contribuirà all’abbassamento dei numeri che delineano situazioni di violenza sessuale ma, mentre il “sesso forte” scende dal piedistallo che si è costruito in modo non-meritocratico durante tutti questi millenni, ecco alcuni consigli generali per proteggerci da stupri e maltrattamenti.
– Evitare, se possibile, di circolare la mattina molto presto. In media, infatti, gli orari tra le 3 di notte e le 6 di mattina sono quelli in cui avviene la maggior parte degli stupri, per due principali motivi: in queste ore la maggioranza delle persone sta ancora dormendo e questo riduce il numero di potenziali soccorritori; in secondo luogo, in questa fascia oraria tendono a chiudere locali e discoteche, posti in cui, a causa dell’alcol e delle sostanze stupefacenti che circolano, è molto più facile perdere i controllo.
– Frequentare un corso di autodifesa: sembrerà banale, ma addestrare la capacità di reagire e mantenersi lucidi anche sotto attacco è un ottimo modo per scongiurare una violenza.
Sono solo suggerimenti che sarebbe bene tenere a mente, senza lasciare che implichino, però, un cambiamento nella nostra persona. Non dobbiamo cambiare il nostro look per proteggerci: sono i comportamenti meschini e le leggi a dover subire un restyling!
Urgono sicuramente la sensibilizzazione degli uomini e la demolizione dell’idea di dominanza sulle donne.
Quello delle donne sarebbe un “Gentil sesso” solo se venissero davvero trattate con garbo e gentilezza.
Lisa Prandoni 3A


















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