Il 14 marzo, oltre a essere ricordato come il Pi Greco Day, in cui si celebra la famosa costante geometrica 3,14, è il compleanno di uno dei più grandi astronomi e scienziati italiani.
Giovanni Schiaparelli, nato nel 1835, si laureò in ingegneria all’università di Torino a soli 19 anni. Studiò astronomia all’osservatorio di Berlino per 6 anni e, tornato in Italia nel 1860, dopo due anni divenne direttore dell’osservatorio astronomico di Brera a Milano. Nel 1889 venne nominato senatore del Regno d’Italia, in quanto membro della Regia Accademia delle Scienze dopo 7 anni di nomina. Morì a Milano il 4 luglio 1910.
Sfruttando due telescopi rifrattori, di cui uno da 50 cm di diametro, il più grande a disposizione degli astronomi italiani nel XIX secolo, compì più di 11000 misurazioni su 1100 stelle doppie, studiò Mercurio e Venere e scoprì il pianeta nano Esperia.
Studiando le comete ed individuando la forza repulsiva del sole che forma la coda, identificato col nome di vento solare, si accorse della relazione tra le orbite delle comete e la periodicità degli sciami meteorici. In particolare verificando che le orbite delle Perseidi, le stelle cadenti di S. Lorenzo, e le Leonidi coincidevano con quelle di due comete, formulò l’ipotesi che gli sciami meteorici si trattassero in realtà di residui e detriti cometari.
Ma il suo nome è ricordato di più per gli studi sul pianeta Marte. Fu il fondatore della areografia, la scienza che studia la geografia marziana, utilizzando una metodologia precisa e misurazioni rigorose. Era però limitato dalla precisione degli strumenti a sua disposizione. Eseguì infatti, durante tutta la sua vita, osservazioni dei canali, senza però soffermarsi sulle loro origini, con ipotesi infondate e rifiutando le spiegazioni riguardanti civiltà aliene avanzate. Nel ‘900, grazie a telescopi più potenti, si riconoscerà che si trattava di illusioni ottiche, mettendo fine a chiacchiere su fantomatici marziani costruttori di canali.
Durante gli ultimi anni della sua vita si interessò dello studio sulla scienza ebraica, confrontando anche fonti elleniche, indiane e assiro-babilonesi.
A Schiaparelli è stato dedicato l’osservatorio astronomico di Campo dei Fiori a Varese, costruito nel 1956.
Inoltre, l’Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con la russa Roscosmos, gli ha dedicato il lander progettato in Italia per la missione ExoMars del 2016, che si è, purtroppo, schiantato sulla superficie marziana per un guasto ai retrorazzi durante la frenata e la discesa al suolo.
Daniele Fabbris 3A


















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