Se una persona si sente amata, “l’ombra negativa dell’eutanasia” scompare o diviene quasi inesistente. Questo afferma Papa Francesco durante il IV Seminario sull’Etica nella gestione della Salute, dove sono stati ricevuti quasi 70 partecipanti il 1 ottobre 2018. Tuttavia, questo intervento del capo della Chiesa non tocca il cuore di alcuni medici.

Siamo in Canada, 10 ottobre 2018. I medici dell’ospedale pediatrico di Toronto iniziano la lunga trafila che li porterà a far approvare il diritto all’eutanasia anche per i bambini con genitori non consenzienti perché, affermano, “I desideri dei pazienti devono essere rispettati”. Questa nuova norma permetterebbe ai sanitari degli ospedali canadesi di somministrare il farmaco per la “dolce morte” anche ai più piccoli, senza informarne i genitori, fino a morte avvenuta.

Secondo l’ospedale per bambini Sick Kids, se i pazienti hanno il diritto di rifiutare cure troppo gravose e invasive, devono anche avere quello di decidere di morire prima che malattie debilitanti o, addirittura, mortali facciano il loro corso, portandoli ad una condizione fisica inaccettabile.

Ovviamente, questa crociata di morte intrapresa dal centro sanitario Canadese suscita scalpore e indignazione in tutto il mondo, provocando la rabbia dei genitori, che si appellano all’ art. 6 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per il quale gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita ed il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

A loro volta, i medici Canadesi controbattono citando il successivo art. 12, il quale prevede il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Questa battaglia si preannuncia lunga e non priva di ostacoli per entrambe le parti: da un lato i medici, che vogliono dare la possibilità ai bambini di optare per il cosiddetto “suicidio assistito”, affermando che tutti devono poter decidere per il proprio destino, dall’altro i genitori e le famiglie, che considerano questa proposta assolutamente crudele e inaccettabile.

La decisione spetta solamente al Governo, che in questi mesi si riunirà per arrivare ad un verdetto finale che permetterà a tutti i minori ricoverati in ospedali Canadesi di mettere fine alla propria vita legalmente e senza informare genitori e parenti.

Pochi giorni dopo i fatti canadesi, anche in Olanda un neonato di meno di 12 mesi è stato sottoposto a eutanasia, questa volta con il consenso dei genitori i quali, ascoltando i consigli dei medici, hanno voluto evitare che il proprio bambino dovesse soffrire per tutta la vita. Gli stessi medici dell’ospedale olandese hanno affermato che uccidere il bambino era la scelta migliore, a fronte di «una sofferenza insopportabile e senza prospettive di guarigione».

L’eutanasia sui bambini con il consenso dei genitori in Olanda è stata approvata nel 2004, con il protocollo di Groningen, dal nome dell’ospedale universitario che lo varò. È proprio questo documento che ha permesso alla struttura ospedaliera di praticare tale operazione su un bambino, secondo nella storia a subire l’eutanasia dopo il caso del 2005, in cui un altro neonato aveva perso la vita nello stesso Paese.

L’Olanda, purtroppo, non è il solo Stato Europeo ad aver accettato questa pratica barbarica. A farle compagnia vi è, infatti, anche il Belgio che, oltretutto, per la stessa norma non ha imposto alcun limite di età. Si ipotizza, inoltre, anche l’introduzione del cosiddetto “aborto post- natale”, ossia la soppressione del neonato con malattie gravi per le quali, generalmente, si opta per l’aborto pre-natale.

Fortunatamente questa norma non è ancora stata approvata, ma ciò non impedisce ai medici degli ospedali belgi di praticare l’eutanasia sui minori su consenso dei genitori. La legge che estende la “buona morte” ai minori è entrata in vigore il 2 marzo 2014 e, anche se nei primi due anni non è pervenuta ufficialmente nessuna richiesta, tra il 2016 e il 2017 hanno ricevuto l’iniezione letale tre bambini di 9, 11 e 17 anni.

Soffrivano di patologie diverse: il bambino di 9 era affetto da una grave forma di tumore al cervello, il ragazzo di 17 soffriva, invece, di una forma di distrofia muscolare, chiamata distrofia muscolare di Duchenne. Il bambino di 11 anni, al contrario degli altri, soffriva di fibrosi cistica, una malattia con un’aspettativa di vita media intorno ai 40 anni e ciò ha suscitato grande scalpore poiché, secondo la legge belga, il suicidio assistito può essere proposto solo per bambini la cui morte dovrebbe avvenire in tempo breve.

Molti, dopo la morte del bimbo, si sono interrogati su quale potesse essere la reale volontà del minore, su quanto fosse stato influenzato da terzi o sulla sua completa comprensione delle altre possibili terapie per la sua malattia. Tuttavia, nessuno può rispondere a questi quesiti, poiché l’ospedale ha deciso di non rendere pubbliche le informazioni sul caso, creando ulteriori sospetti.

Alla luce di queste morti, quindi, possiamo davvero affermare che l’eutanasia sia una valida opportunità per i bambini? Che possa essere un bene per i più piccoli e per le loro famiglie? Che possa essere considerata come un diritto per i minori e non solo una barbarie dettata dalla continua voglia dell’uomo di avvicinarsi alla condizione divina, illudendosi di poter decidere della vita altrui?

Alice Mai 3A

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