You Tube è la piattaforma di video-sharing più usata al mondo ed il secondo sito più visitato, secondo solo a Google. Nel 2006 proprio il colosso americano di Mountain View ha acquistato You Tube, un neonato digitale, se si considera che la piattaforma era stata ideata solo un anno prima, per una spesa di 1,65 miliardi di dollari. Grazie allo spazio web che ha messo a disposizione, fin dal principio milioni di giovani creators da tutto il mondo hanno iniziato a caricarvi nuovi contenuti, attirandovi un incalcolabile e sempre crescente numero di visualizzazioni di persone di ogni età, sesso, provenienza geografica e condizione economico-sociale. In questo modo, You Tube ha acquisito un potere comunicativo eccezionale e ben presto se ne sono accorte anche aziende e multinazionali di tutto il mondo, alla ricerca di visibilità. E’ iniziata, così, una vera e propria collaborazione economi-co-commerciale: le aziende e le multinazionali sono diventate inserzionisti, hanno cioè cominciato a pagare per avere la propria pubblicità tra i video della piattaforma; in altre parole, la community di You Tube è diventata il potenziale acquirente dei prodotti delle multinazionali sponsorizzate a pagamento da YouTube stessa. La piattaforma, quindi, non è un semplice mezzo di intrattenimento, ma un canale comunicativo e pubblicitario ancor più efficace di quelli tradizionali (stampa, radio, televisione). Un’importante svolta nel 2017, con la cosiddetta adpocalypse: ricavato dall’unione di “advertising” (pubblicità) e “apocalypse” (apocalisse), il neologismo indica una crisi di You Tube causata dalla fuga di inserzionisti, a sua volta da ricondurre all’associazione indiscriminata di pubblicità a qualsiasi tipo di video. Due i casi scatenanti: PewDiePie, lo youtuber con più iscritti al mondo (78,6 milioni), ha pronunciato in vari video battute razziste e antisemite; Logan Paul, seguitissimo youtuber americano, ha mostrato in un video girato in Giappone il cadavere di un ragazzo suicida. I grandi inserzionisti (la Disney, per segnalarne uno famoso) hanno temuto che la proiezione della loro pubblicità con questi video avrebbe generato un gravissimo danno d’immagine; perciò, hanno interrotto la partnership. A seguito di questi episodi, numerosi investitori hanno assunto consapevolezza del mancato controllo dei video sulla piattaforma e dei possibili danni collaterali, da cui la decisione di allontanarsene. A causa dell’Adpocalypse, You Tube stava perdendo la propria primaria risorsa economica: dalla permanenza degli inserzionisti dipendeva la sua stessa sopravvivenza. Eppure, in pochi mesi è stata trovata una soluzione: tutti i video prima di essere pubblicati, infatti, vengono analizzati dall’intelligenza artificiale di Google e da staff addetto, che stabiliscono quali sono adatti ad ospitare pubblicità e quali no. I video considerati inadatti vendono demonetizzati, cioè non possono contenere ads, per cui non portano guadagno né al creator né alla piattaforma. Ovviamente questo sistema va a scapito dei creatori di contenuti (riduttivo chiamarli youtuber): l’intelligenza artificiale non distingue un nudo artistico da uno pornografico, così come lo staff classifica “controversi”, quindi non monetizzabili, numerosi argomenti politici e di interesse sociale. La conferma che You Tube plasmi se stessa “a immagine e somiglianza” di come la vogliono gli inserzionisti è il recentissimo video “Rewind 2018”. Realizzato dal canale ufficiale di You Tube e pubblicato ogni dicembre (il primo è stato nel 2010) per “riassumere” l’anno, ogni volta contiene le canzoni più in voga, insieme agli eventi e alle persone di tutto il mondo che hanno avuto rilevanza nel corso dell’anno; in generale, tutto ciò che è stato significativo e in qualche modo caratterizzante di quello specifico periodo. Il video You Tube Rewind 2018 ha ricevuto, finora, 15 milioni di dislikes: superando i 10 milioni del video musicale “Baby” di Justine Bieber, ora detiene ufficialmente il record come video su You Tube con più “non mi piace” della storia della piattaforma. Paradossale che un tale primato appartenga ad un video prodotto dalla stessa You Tube. Il fatto è che il Rewind è nato come un video da You Tube per you Tube o, meglio, per la sua community. Quello di quest’anno, invece, non è stato sentito come rappresentativo dagli utenti, che per questo hanno espresso i propri giudizi negativi. Con numerosi temi family friendly (l’importanza delle donne, il valore della diversità, l’unità e la collaborazione…), rewind 2018 appare più come una vetrina per gli investitori, per mostrare il meglio di sé e convincerli a spendere milioni di dollari, se non miliardi, in pubblicità su You Tube.
Alessandro Carrara 5D


















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