Serata triste per il mondo del fumetto: Stan Lee ci lascia.

Hollywood – California 19 Novembre 2018

Stan Lee, il re del fumetto, da tempo affetto da una malattia debilitante, è stato ricoverato la sera del 18 novembre d’urgenza presso il Cedars-Sinai Medical Center di Hollywood, e lì è morto il 19 tra l’affetto dei suoi cari, lasciando un gran vuoto nel mondo del fumetto, che a lui sarà eternamente grato.

Stan “The Man”, o “The Smiling” (Il Sorridente), come tanti amavano chiamarlo, ha guidato la Marvel Comics (il tempio del fumetto americano) dei tempi d’oro, riformandola ed inventando in coppia con diversi autori, tra i quali Steve Ditko e Jack Kirby, diversi grandi eroi oggi amatissimi.

Spider-Man, X-Men, Thor, Hulk, Iron-Man e Devil sono solo alcuni tra i personaggi nati su carta dal suo genio e dalla sua matita: “supereroi con super problemi”.

Aveva ridato lustro al panorama del fumetto americano ed alle vendite, riportando molti ragazzi, ormai annoiati e disillusi, a riavvicinarsi alla lettura dei nuovi e dei vecchi miti. Perché ha dato ai suoi personaggi una umanità sofferta, un cambiamento rispetto all’ideale di supereroe tradizionale: i suoi eroi avevano un brutto temperamento, apparivano malinconici ed erano vanitosi e avidi. Litigavano fra di loro, erano preoccupati dai conti da pagare e qualche volta si ammalavano pure.

Il successo permise alla Marvel di trasformarsi da piccola casa editrice in una grande azienda di stampo multimediale.

Ecco perché Stan lascia un vuoto nel mondo del fumetto difficile da colmare.

Stanley Martin Lieber (Lee era lo pseudonimo che si era scelto) era nato a New York il 28 dicembre 1922. Primogenito di immigrati ebrei di origine romena, cominciò a lavorare come addetto alle copie presso la Timely Comics, azienda che più in là sarebbe diventata la Marvel Comics. Fu presto promosso dal ruolo di scrittore di riempitivi a quello di sceneggiatore di fumetti completi, diventando così il più giovane editor nel campo, all’età di soli 17 anni.

Verso la fine degli Anni Quaranta, però, le vendite dei fumetti dei supereroi cominciarono a calare drasticamente, e nel 1952 solamente le testate di Superman, Batman e Wonder Woman (tutte appartenenti alla concorrente DC Comics), venivano ancora pubblicate regolarmente.

Per far fronte al calo delle vendite, la Marvel assegnò a Stan Lee il compito di creare un nuovo gruppo di supereroi innovativi che, con la collaborazione del disegnatore Jack Kirby, assunsero le sembianze dei quattro componenti del gruppo ‘I Fantastici Quattro ‘FantasticFour’, pubblicati per la prima volta nel 1961.

L’immediato successo portò Stan e gli illustratori della Marvel a cavalcarne l’onda, producendo nei pochi anni immediatamente successivi una moltitudine di nuovi titoli: Hulk (’62), Thor (‘62), Iron Man (‘63) e gli X-Men(‘63) dalla collaborazione con Kirby, Devil (nell’originale Daredevil,‘64), Dottor Strange (’63) e SpiderMan (ì62) dalla collaborazione con Steve Ditko.

Varie le novità imprenditoriali introdotte poi da Stan. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, una campagna moralizzatrice aveva accusato gli albi a fumetti di corrompere le menti dei giovani lettori con immagini di violenza e sessualità ambigua. Le case editrici risposero alle accuse dotandosi di una regolamentazione interna particolarmente severa, che portò Stan ed i suoi, in modo innovativo per il mondo del fumetto, alla creazione del cosiddetto ‘Comics Code’ (un Codice Etico interno).

Per mantenere il pressante carico di lavoro rispettando le scadenze, usò inoltre un sistema che oggi è conosciuto come il Metodo Marvel (Marvel Method) o “Stile Marvel” (Marvel Style) di creazione dei fumetti. Normalmente Lee aveva una prima discussione sulla storia con gli artisti e, quindi, preparava una sintesi schematica invece di una sceneggiatura completa. Basandosi sullo schema, il disegnatore avrebbe dovuto riempire il numero di pagine assegnategli, stabilendo e disegnando la composizione e successione delle vignette. Pronte le tavole, Lee avrebbe scritto i testi delle didascalie e delle nuvolette, e quindi controllato la colorazione.

Negli ultimi anni Stan Lee è diventato per la Marvel una figura di prestigio e la sua immagine pubblica fa apparizioni alle convention di fumetti in giro per gli Stati Uniti, intervenendo e partecipando a dibattiti. Tra i vari impegni, a conferma del suo amore per il mondo fantastico dei supereroi, Stan conduceva il programma Stan Lee’s Superhumans. In questa serie andava in giro per il mondo alla ricerca di superuomini con poteri straordinari, a volte eseguendo su di loro misurazioni ed esperimenti scientifici.

Oggi perdiamo tutti un amico, un grande fratello maggiore, un uomo che ha donato tutto se stesso alla diffusione del mezzo fumettistico tra adulti e bambini, avvicinandoci ai mantelli, alle cappe, al grande racconto d’avventura per le strade di New York e fin dove la sua fantasia era stata capace di guidarci.

Alessandro Mataloni 3A

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