Le notizie sui nuovi focolai virali, giunte dal mese di maggio, riattivano facilmente le paure accumulate durante la pandemia. Onde evitare inutili allarmismi e preoccupazioni, sarebbe meglio informarsi da fonti autorevoli, consultando diversi siti scientifici affidabili ed evitando l’autodiagnosi.
La paura del contagio è aumentata nella popolazione a partire dalla pandemia da Covid-19, perché si sono viste morire migliaia di persone e si è dovuti ricorrere ad una stringente quarantena per gran parte dell’anno 2020. Perciò, alla prima notizia vagamente simile, si tende ad isolarsi, ad utilizzare le dovute precauzioni, o anche semplicemente ad allontanarsi dalla vita sociale e di comunità. L’isolamento può essere considerato positivo dalla nostra psiche, la quale ci tende ad allontanare dal problema, ma in realtà non ci permette di vivere la vita in modo normale e naturale, che si tratti di divertimento, fatica o lavoro.
A risvegliare la paura pandemica sono stati l’hantavirus, per il quale anche il nostro Ministero della Salute ha emanato una Circolare nelle scuole, e l’Ebola.
Hantavirus.
Gli hantavirus vengono trasmessi dagli animali tramite l’RNA ed appartengono al genere Orthohantavirus, all’interno del quale sono state identificate oltre 20 specie virali, tra cui il Virus delle Ande, che è l’unico noto capace di trasmettersi anche da uomo a uomo. Il principale serbatoio è costituito dai roditori, dai quali viene trasmesso agli esseri umani mediate l’inalazione di sostanze contaminate, provenienti da urina, feci o saliva, oppure attraverso il contatto con superfici contaminate.
L’esposizione si verifica con maggior frequenza durante attività come la pulizia di ambienti infestati, oppure anche semplicemente nelle attività di vita quotidiana in aree ad alta presenza di roditori, soprattutto in contesti rurali, come campi, fattorie e foreste. Se ne può, però, dedurre che, al di là dell’apparente tenerezza che ci possono suscitare, è sempre meglio tenere le distanze dagli animali selvatici, poiché proprio da loro sono derivate e derivano le infezioni, anche gravi, che hanno afflitto gli esseri umani nel corso del tempo.
Le infezioni da hantavirus si possono manifestare in diverse forme:
- Sindrome Cardiopolmonare da hantavirus: grave malattia respiratoria, caratterizzata inizialmente da sintomi aspecifici che, poi, si trasformano in difficoltà nel respirare, legata alla capacità ridotta dell’organismo di ossigenare il sangue, ed ipotensione, calo della pressione sanguigna
- Infezioni: caratterizzate da sintomi aspecifici senza coinvolgimento cardiopolmonare
- Febbre emorragica con sindrome renale: colpisce prevalentemente reni e vasi sanguigni.
Alla comparsa del primo focolaio sulla nave da crociera MV Hondius, partita dall’Argentina, le autorità hanno aggiornato continuamente le valutazioni del rischio e le misure di sanità pubblica, mandando persino Circolari nelle scuole relative alla situazione attuale, a come prelevare i campioni per eventuali sintomi, dotati di scheda dei dati compilabile, dato che la trasmissione interumana del virus Andes (hantavirus) è poco studiata e rara.
Ebola.
La malattia da virus Ebola è altrettanto rara, ma grave e spesso fatale per le persone. È stata scoperta nel 1976 e prende il nome dal fiume Ebola, vicino al quale era situato il villaggio congolese, in cui si era verificata la prima epidemia. È causata da un virus a RNA, appartenente al genere Orthoebolavirus, di cui per ora sono state identificate 6 specie. Il principale serbatoio naturale era costituito dai pipistrelli della frutta, da cui il contagio passò agli esseri umani e che avviene per contatto, attraverso i fluidi corporei. Il problema principale si verifica in quelle zone dell’Africa in cui, per millenaria tradizione, si vegliano i cadaveri dei defunti per alcuni giorni, quando invece sarebbe scientifico seppellirli immediatamente, dato che la carica virale si mantiene alta negli uomini anche dopo il decesso.
L’Ebola è caratterizzata da insufficienza renale ed epatica e da emorragie interne o esterne, oltre ai classici sintomi “influenzali”.
Dato che le autorità sanitarie monitorano costantemente la situazione per prevenire focolai, è quindi opportuno non farsi condizionare dalle notizie qualunquistiche reperite sul web, per evitare un’inutile “paura del contagio” che, alle nostre latitudini, comunque, è assai difficile che si sviluppi, proprio per la differenza tra questi virus ed il Covid-19 nei modi di trasmissione.
Vittoria Farè 2I

















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