Quella andata in scena al Pala Ferrini di Busto, il 31 aprile 2026, non è stata la solita mattinata sportiva organizzata tanto per fare, ma qualcosa di molto più vivo e sentito: un’intera giornata dedicata alla pallavolo, per le semifinali della Experience Volley School Cup, un torneo scolastico capace, già alla sua prima edizione, di accendere entusiasmo e passione tra centinaia di studenti e studentesse di tutto il varesotto.
Promossa dalla UYBA Volley Busto Arsizio insieme ad Experience Summer Camp, l’iniziativa nasce per unire sport e partecipazione attiva, ma ciò che si è visto al Pala Ferrini suggerisce che questo obiettivo non è solo teorico. Infatti, già prima dell’inizio delle partite, in palestra si percepiva un’energia particolare. Con gli spalti pieni, vi si sentiva un’atmosfera coinvolgente di voci e identità, ma soprattutto tanta voglia di vincere, dimostrata anche dagli striscioni colorati allestiti dalla stragrande maggioranza delle scuole coinvolte.
Il pubblico emanava proprio questa “aura” di festa elettrizzante, che ha raggiunto il suo acme durante la semifinale tra il liceo scientifico “Arturo Tosi” e il liceo classico “ Daniele Crespi”. Il Pala Ferrini è diventato un coro ininterrotto, insistente, quasi martellante, organizzato come in una curva calcistica. Ogni punto veniva sentito, seguito da grosse esultanze in contrasto coi lamenti degli avversari. Ogni errore pesava e l’atmosfera non faceva da sfondo alla partita: la attraversava. Sembrava quasi che il pubblico fosse il settimo uomo in campo per trascinare la propria squadra alla vittoria.
Accanto a questa dimensione emotiva, però, c’è stato un aspetto altrettanto importante, forse meno visibile ma fondamentale: l’organizzazione. Gli studenti del liceo scientifico hanno gestito l’intera giornata con una precisione notevole, a partire dalla preparazione della palestra prima dell’arrivo delle squadre, alla gestione durante le partite, fino al riordino finale, seguito con attenzione e responsabilità.
La sfida tra “Arturo Tosi” e “Daniele Crespi” è stata una partita vera, nel senso più pieno del termine: combattuta, equilibrata, intensa. Nessuna delle squadre ha davvero mollato il controllo della gara ed ogni set sembrava poter cambiare rapidamente direzione. Il tie-break finale ne è stato la sintesi: tensione, fatica, lucidità nei momenti decisivi.
Parallelamente, anche la partita tra il liceo “Pantani” e l’istituto “Enrico Tosi” ha offerto spunti, perché il Pantani ha mostrato una maggiore continuità, riuscendo a gestire meglio i momenti chiave, mentre l’“Enrico Tosi” ha comunque dimostrato carattere, restando in partita e provando a reagire anche nei passaggi più difficili. È stata una gara meno equilibrata dell’altra, ma altrettanto significativa, dato che ha evidenziato la solidità del Pantani, che si è guadagnato con merito l’accesso alla finale.
Le voci dei protagonisti.
Se il campo mostra ciò che accade, le interviste raccontano ciò che si sente e, in una giornata come questa, forse è proprio lì che emerge il lato più autentico.
Prima della semifinale, Alice Reina aveva parlato con lucidità, ma anche con una tensione evidente. Sapeva bene il valore dell’avversario, riconosceva nel “Crespi” una delle squadre più forti del torneo, ma proprio per questo le sue parole avevano un peso diverso, perché la squadra era pronta a giocarsela fino in fondo. E in campo quella promessa è stata mantenuta. La partita ha dimostrato che non si trattava solo di dichiarazioni: c’era preparazione, voglia, carattere.
Dopo la gara, lo sguardo si sposta inevitabilmente su chi è riuscito a portarla a casa. La capitana del “Crespi”, Arianna Benini, numero 10, è stata il punto di riferimento nei momenti più delicati. Dalle sue parole emerge un aspetto che va oltre il risultato: la capacità di adattarsi.
Le giocatrici, pur arrivando da società diverse, con abitudini e stili di gioco differenti, sono riuscite a trovare rapidamente un equilibrio non scontato. Richiede ascolto, intelligenza, disponibilità a cambiare. Durante la partita, questa capacità si è tradotta in scelte precise: leggere l’avversario, modificare il ritmo, affidarsi nei momenti chiave alle giocatrici più esperte. Stando alle sue parole, non è stato il carisma di una singola giocatrice la forza trainante della squadra, ma quel senso di appartenenza donato dal loro allenatore. Nessuna prevaleva sull’altra, ma tutte le ragazze, pur trovandosi allo stesso livello, sono riuscite a dare il proprio aiuto per portarsi a casa la partita.
Il punto di vista dell’arbitro aggiunge un ulteriore livello di lettura. Con anni di esperienza alle spalle, ha riconosciuto senza esitazioni la difficoltà delle partite disputate. Il livello tecnico, l’intensità del gioco e la pressione dell’ambiente hanno reso ogni decisione più complessa del solito. Perciò, ha voluto sottolineare il valore del supporto ricevuto da un giovane arbitro dell’“Arturo Tosi”, studente di Quarta superiore. Un riconoscimento significativo, che racconta bene lo spirito dell’evento: non solo competizione, ma crescita, assunzione di responsabilità, capacità di vivere situazioni complesse.
Il quadro delle finali è ormai definito: il liceo “Pantani” affronterà il liceo classico “Crespi”, mentre per il terzo posto si sfideranno l’Istituto “Enrico Tosi” e il liceo scientifico “Arturo Tosi”. L’appuntamento è fissato per il 13 aprile, alla e-work Arena.
Al di là del futuro risultato, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che non si esaurisce nello stupido punteggio, perché si è dimostrato che lo sport è stato solo un punto di partenza, per stimolare un’atmosfera positiva e delle ottime emozioni in tutti quanti.
Alessandro Mammone 5H


















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