Studio e sport sono contesti paralleli, ma simili, sia per la crescente competitività, sia per le determinate pressioni a cui ognuno viene sottoposto; tuttavia una scelta non deve necessariamente precludere l’altra.
Entrambe le categorie sono importanti: lo sport può essere visto come un momento di svago, libertà, movimento ed anche un modo per socializzare, mentre la scuola e lo studio, oltre a favorire il confronto con altri studenti, ci rendono colti, ci insegnano a guardare il mondo con un occhio critico, ad imparare a ragionare, a conoscere la cultura e ciò che coloro che vissero prima di noi hanno considerato essenziale. Vale il motto latino “historia magistra vitae”; ergo, è molto influente e ci aiuta a ritagliarci uno spazio adeguato nel mondo d’oggi.
Giocando a calcio, talvolta si comincia perché piace correre all’aria aperta dietro ad un pallone, ma, con il tempo e gli allenamenti, ci si affeziona sempre di più a questo sport, mettendoci passione e determinazione, al punto da arrivare a competere, magari, anche a livello giovanile Nazionale, contro squadre come Juventus, Milan, Inter, Atalanta, Torino, Verona e così via… dato che, però, già alla scuola media ci si accorge che i compiti e lo studio aumentano, per evitare di dover saltare qualche allenamento o, ancora peggio, partita, si impara ad organizzarsi ed a scandirsi il tempo.
Al Liceo, come ovvio che sia, il carico scolastico cresce sempre di più e poter continuare a praticare un determinato sport, come il calcio, a certi livelli implica una forma mentis aperta a compiere tanti sacrifici e con una forza di volontà stabile.
Il mondo scolastico ha cercato di conciliare questi due contesti introducendo il progetto “Studente-Atleta”, a livelli professionistici. La possibilità di usufruirne o meno dipende dal singolo individuo e, se si fa la scelta di non utilizzarlo, mettendo sempre l’impegno scolastico al primo posto, bisogna essere disposti a sacrificare qualche ora di sonno e alcune uscite con gli amici. Spesso può capitare di giocare di sabato vicino a casa, mentre la domenica di dover partire prestissimo con il pullman per andare fuori regione, rimanendo lontani da casa per tutta la giornata. Pertanto, si deve finire di fare i compiti e di studiare dopo gli allenamenti in settimana.
Questo tipo di sforzo è molto stancante, faticoso e, forse, l’unico lato negativo di fare sport con una certa frequenza ed intensità.
Nella società moderna la competitività porta molti a credere di poter o dover dare il meglio di sé in tutto. Praticando sport di squadra, bisogna sempre essere in forma e dimostrare quanto si valga per ottenere un posto da titolare durante la partita del fine settimana e, purtroppo, non sempre questa competitività è sana, essendoci certe compagne che fanno di tutto per ostacolare le altre, dato che le percepiscono come delle rivali. Nella scuola vale altrettanto, dato che il materiale viene approfondito maggiormente e anche perché, caratterialmente, ci sono persone che tengono ad essere sempre preparate e pronte, affrontandola con serietà, costanza e tenacia.
Essendo appassionati a questo sport, si fa fatica a vedere altre criticità, a meno che si considerino gli infortuni che, di conseguenza, compromettono la presenza scolastica, la concentrazione e, quindi, il rendimento.
I punti a favore, però, sono parecchi, siccome qualsiasi tipo di sport è basato su principi, basi e regole, saldi e poco permissivi, che ci insegnano ad avere dei limiti, a rispettare gli altri, a crescere come individui maturi e responsabili.
Ci sono persone che si trovano meglio se ci sono delle regole da seguire, un perimetro entro cui stare, poiché reputano che, grazie allo sport, s’impara il cosiddetto fair-play, che può essere applicato anche nella vita quotidiana e a scuola.
Inoltre, dallo sport s’ impara a perdere e a sapersi rialzare, perché, dopo le numerose ed inevitabili sconfitte, si capisce che non bisogna demoralizzarsi, bensì reagire con positività, dato che non esistiamo per una singola partita, una vittoria o una sconfitta, un voto o un problema, ma siamo molto di più.
Vittoria Farè 2I


















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