A volte la realtà è talmente assurda che solo la fantasia può tentare di raccontarla.
Un uomo misterioso arriva nella Mosca degli anni Trenta, sostenendo di aver assistito personalmente al processo di Gesù Cristo.
Un enorme gatto nero parlante prende il tram, beve vodka e crea scompiglio.
Una giovane donna innamorata vola nuda sopra la città durante la notte, pur di salvare l’uomo che ama.
Sembra un’allucinazione, ma è invece l’inizio de Il Maestro e Margherita, il romanzo di Michail Bulgakov, pubblicato anni dopo la sua morte a causa della censura sovietica. Il suo capolavoro è incentrato sulla storia d’amore tra il Maestro, scrittore di un romanzo sul processo di Gesù da parte di Ponzio Pilato, e Margherita, una giovane donna sposata ma infelice, pronta a tutto per proteggere l’uomo che ama. Il Maestro viene perseguitato dalla politica russa proprio a causa del suo romanzo, in contrasto con la laicità imposta dall’Unione Sovietica.
Quando il Maestro viene distrutto dalla censura e rinchiuso in un manicomio, Margherita stringe un patto con il Diavolo, con il solo scopo di ritrovare il suo vero amore. Dopo essersi trasformata, grazie a una crema magica che la rende invisibile, vola nuda a bordo di una scopa sopra tutta la città, in un gesto che simboleggia la liberazione dalle regole oppressive della società dell’epoca. L’amore puro dei due amanti rappresenta una forza capace di sfidare il potere, la paura e persino la morte, poiché Bulgakov suggerisce che solo chi ama davvero è disposto a rischiare tutto e che l’amore autentico può vincere sul male e sulla disperazione.
L’arrivo a Mosca di Woland, un misterioso straniero che si rivela il Diavolo, e dei suoi aiutanti, tra cui il gatto Behemot, scatena in città una serie di eventi magici, fantastici e grotteschi. La magia nel romanzo non ha solo uno scopo comico, poiché serve anche a smascherare una società ipocrita. Durante uno dei suoi spettacoli, Woland trasforma il denaro in carta straccia, mostrando l’avidità delle persone e mettendole in ridicolo.
Il personaggio del Maestro è in parte autobiografico, dato che anche Bulgakov subì la censura del regime sovietico, che controllava rigidamente la produzione artistica. Negli anni Trenta, a Mosca i funzionari erano spesso opportunisti, gli intellettuali cercavano favori politici e la paura dominava ogni relazione. In questo contesto il mondo reale appare persino più assurdo della fantasia e degli eventi soprannaturali provocati da Woland. La sua magia, infatti, rivela la verità nascosta dalla propaganda sovietica.
In molte opere artistiche successive al romanzo di Bulgakov, come nella celebre saga di J. K. Rowling, Harry Potter, ritroviamo elementi simili: il volo sulle scope, la magia collettiva e gli oggetti animati, come nella famosa partita a scacchi.
Il Maestro e Margherita è un romanzo che continua a vivere perché ci pone grandi domande, ci interroga sulla vita e ci lascia dei dubbi esistenziali imprescindibili. Ci chiede se siamo disposti a dire la verità anche quando è pericoloso, se abbiamo il coraggio di amare senza riserve e se sappiamo davvero distinguere il bene dal male, senza rimanere invischiati nel brodo di mezzo.
Attraverso la magia, Bulgakov ha raccontato il suo tempo, ma allo stesso tempo ha anticipato anche il nostro. È proprio per questo che, finché esisteranno oppressione del potere, censura, paura e desiderio di libertà, questo libro continuerà ad essere letto e ad avere così tanto successo.
Come afferma Bulgakov: “I manoscritti non bruciano”. E nemmeno le grandi storie, come quella a tinte fosche de Il Maestro e Margherita.
Stella Crosta 1F


















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